Una serata da incorniciare quella di Federico Valverde al Santiago Bernabéu. L'uruguaiano ha trascinato il Real Madrid nella gara di Champions League contro il Manchester City mercoledì scorso, firmando una prestazione memorabile che ha sorpreso gli stessi tifosi dei Citizens, che speravano almeno nell'assenza di Kylian Mbappé dalla formazione titolare.

Ciò che nessuno aveva previsto era una performance del genere da parte del centrocampista madridista, che in soli 42 minuti del primo tempo ha realizzato una tripletta, la prima della sua intera carriera. Prima di questa sfida, Valverde era rimasto a secco per 26 partite consecutive di Champions League e non aveva mai segnato più di un gol in una singola partita della competizione europea. I tre gol sono arrivati con modalità differenti, dimostrando versatilità realizzativa: l'ultimo in particolare è stato uno spettacolo calcistico, con Valverde che ha scavalcato Marc Guehi prima di concludere con una volée imparabile ai danni di Donnarumma.

La serata è stata ancor più speciale perché il numero 15 del Real era designato a indossare la fascia da capitano. Persino i compagni di squadra assenti, come Jude Bellingham e lo stesso Mbappé rimasti fuori per infortuni, sono rimasti ammaliati dalle sue reti, con quest'ultimo che si è alzato in piedi per applaudire una realizzazione che avrebbe fatto onore allo stesso attaccante francese. Anche Trent Alexander-Arnold, terzino dei Blancos, non ha risparmiato gli elogi: "Anche da giocatore del Liverpool lo ho sempre ammirato. È senza ombra di dubbio il calciatore più sottovalutato al mondo. Quando giochi al suo fianco comprendi quanto offra alla squadra. Copre ogni centimetro del campo, dà tutto se stesso. La sua virtù più grande è che i compagni sanno sempre di poter contare su di lui. Rappresenta perfettamente il Real Madrid e sarà un leader per molto tempo ancora."

Valverde non è nuovo a prestazioni di alto livello presso il Real Madrid, dove milita dal 2017 dopo aver inizialmente trascorso un anno in prestito al Deportivo La Coruña. Il calciatore, cresciuto a Montevideo, attribuisce la sua mentalità e dedizione al sacrificio della famiglia. In un'intervista rilasciata l'anno scorso all'UEFA, Valverde ha ricordato come i suoi genitori non esitassero a digiunare per permettergli di mangiare: "Mio padre mi ha insegnato il significato del sacrificio. Lo vedevo nei loro occhi quando andavano a lavoro. A volte non mangiavano affinché potessi mangiare io. Cerco sempre di imitare quello che ho visto durante l'infanzia, e oggi questo mi permette di sacrificarmi per la squadra."

Questa partita contro il Manchester City ha messo definitivamente in luce il valore di un giocatore che, pur essendo una colonna portante del Real Madrid negli ultimi anni, non aveva mai ricevuto gli onori che merita dal grande pubblico internazionale.