La sconfitta subita all'Etihad Stadium ha lasciato un segno profondo nella stagione dell'Arsenal, non solo per il risultato ma per le scelte tattiche finite sotto la lente d'ingrandimento. Il gol di Erling Haaland nella ripresa ha regalato tre punti d'oro al Manchester City, complicando sensibilmente la corsa al titolo dei Gunners in Premier League. Nonostante una prestazione che molti hanno lodato per la solidità difensiva mostrata contro i campioni in carica, la squadra di Mikel Arteta non è riuscita a trovare la scintilla necessaria negli ultimi trenta metri. Questo passo falso arriva in un momento delicatissimo per il club del nord di Londra, che già nelle settimane precedenti aveva mostrato segnali di appannamento, perdendo terreno prezioso in una volata scudetto che ora vede gli uomini di Pep Guardiola in una posizione di netto vantaggio.
Gary Neville, intervenendo nel suo consueto podcast, ha analizzato con durezza le decisioni di Arteta, concentrandosi in particolare sulla composizione della linea difensiva. Secondo l'ex capitano del Manchester United, l'inserimento di Piero Hincapie e Cristhian Mosquera nel ruolo di terzini ha "ostacolato enormemente" lo sviluppo del gioco dell'Arsenal. Pur riconoscendo l'impegno dei due calciatori, Neville ha sottolineato come la loro natura di difensori centrali abbia castrato la fluidità della manovra. "Penso che abbiano svolto un buon lavoro nel restare concentrati sul compito difensivo, ma sono limitati con il pallone tra i piedi," ha dichiarato Neville, evidenziando come la mancanza di terzini di ruolo abbia impedito ai londinesi di costruire gioco in modo efficace dalle fasce laterali.
Il divario qualitativo sulle corsie esterne è apparso evidente nel confronto diretto con il Manchester City. Mentre i Gunners faticavano a risalire il campo, i padroni di casa hanno beneficiato della spinta costante di Nico O'Reilly e Matheus Nunes, capaci di influenzare ogni azione offensiva. Neville ha rimarcato che l'assenza di profili come Jurrien Timber o Riccardo Calafiori priva l'Arsenal di quella "finezza e affidabilità" necessaria per collegare i reparti. "Non possiedono quella capacità costante di servire palloni puliti agli attaccanti e ai centrocampisti, perché sono essenzialmente dei difensori centrali adattati," ha aggiunto l'opinionista. La mancanza di Timber, descritto come una vera forza motrice capace di creare superiorità numerica, è stata indicata come la chiave tattica che ha reso l'attacco di Arteta prevedibile e isolato.
Sul fronte opposto, la scena è stata dominata dal giovane Nico O'Reilly, talento emergente dell'accademia del City che ha fornito l'assist decisivo per la rete di Haaland. O'Reilly sta vivendo una stagione di grazia, avendo già punito l'Arsenal con una doppietta in Coppa di Lega all'inizio dell'anno. Pep Guardiola, al termine della sfida, ha speso parole di grande ammirazione per il suo pupillo, indicandolo come il principale candidato al premio di miglior giovane dell'anno della PFA. "È incredibile sia in fase difensiva che offensiva, oltre che sui calci piazzati," ha commentato il tecnico spagnolo. "È un giocatore eccezionale che sta maturando una compostezza fuori dal comune, dimostrando di poter ricoprire diverse posizioni con la stessa efficacia."
Questa battuta d'arresto costringe l'Arsenal a una profonda riflessione in vista del finale di stagione. Nonostante le dichiarazioni di facciata di Mikel Arteta, che si è detto fiducioso e incrollabile nella sua fede verso la conquista del titolo, i limiti strutturali emersi contro il City suggeriscono che la profondità della rosa potrebbe non essere sufficiente per competere su più fronti. Anche Wayne Rooney ha recentemente espresso ottimismo sulle possibilità dei Gunners, ma la realtà del campo racconta di una squadra che fatica a imporsi quando mancano i suoi interpreti più dinamici. Per restare in scia al City, Arteta dovrà trovare soluzioni alternative per i corridoi laterali, cercando di recuperare al più presto i titolari o adattando il sistema di gioco per non rendere vano il lavoro svolto finora.

















