Henrikh Mkhitaryan è al crocevia della sua carriera. Il centrocampista armeno ha il contratto con l'Inter in scadenza al 30 giugno e, secondo le informazioni raccolte, la decisione sul suo prossimo passo spetta interamente a lui. Una situazione inconsueta che mette l'ex fantasista di Roma, Arsenal e Manchester United nella posizione di arbitro del proprio destino calcistico.

A 37 anni compiuti lo scorso gennaio, Mkhitaryan continua a rappresentare un elemento prezioso nello scacchiere tattico di Cristian Chivu. In questa stagione ha accumulato 29 presenze complessive tra Champions League, Serie A, Coppa Italia e Supercoppa Italiana, firmando 2 reti e 3 assist. Numeri che certificano ancora la sua utilità nel contesto nerazzurro, nonostante l'età non più verde.

L'Inter non chiude le porte a un prolungamento dell'accordo e sarebbe disponibile a offrirgli un nuovo contratto fino al giugno 2027. Tuttavia, come sottolineato dalle fonti di mercato, i colloqui definitivi avverranno soltanto nelle ultime settimane della stagione. La ragione è semplice: lo stesso Mkhitaryan non ha ancora deciso quale direzione prendere per il prosieguo della sua avventura professionistica.

Lo scenario rimane aperto su più fronti. Il calciatore potrebbe decidere di appendere gli scarpini al chiodo prima di compiere 38 anni, oppure cercare una nuova sfida in un campionato dove gli impegni fossero meno gravosi, con l'obiettivo di raccogliere uno stipendio ancora consistente nel finale della carriera. Restare a Milano è comunque un'opzione concreta, anche se comporterebbe una riduzione salariale significativa: circa il 20 percento rispetto all'attuale compenso.

Secondo fonti come FCInterNews e l'esperto di mercato Fabrizio Romano, la palla rimane completamente nel campo del giocatore armeno. Inter pazientamente attende segnali, senza fretta, consapevole che prima della fine della stagione arriverà il momento delle scelte definitive. Un caso emblematico di come il calcio moderno possa trasformare un rinnovo contrattuale in una questione di volontà personale più che di trattativa vera e propria.