La sconfitta casalinga subita dal Napoli contro la Lazio ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi azzurri, interrompendo un'imbattibilità interna allo stadio Diego Armando Maradona che durava da quasi un anno e mezzo. Nonostante il risultato negativo, la prestazione di Vanja Milinkovic-Savic è emersa come l'unica vera nota lieta in un pomeriggio complicato per la formazione guidata da Antonio Conte. Il portiere serbo ha cercato in ogni modo di arginare le folate offensive dei biancocelesti, capitolando solo davanti alle conclusioni ravvicinate di Cancellieri e Basic, ma dimostrandosi ancora una volta un baluardo insuperabile quando si tratta di fronteggiare gli avversari dagli undici metri, confermando uno stato di forma atletica e mentale davvero invidiabile.
Il momento più alto della partita del numero uno azzurro è arrivato in occasione del calcio di rigore concesso alla Lazio: Milinkovic-Savic ha letteralmente ipnotizzato Mattia Zaccagni, tuffandosi con un tempismo perfetto sulla propria destra e respingendo con forza la conclusione dell'esterno laziale. Si è trattato di un evento quasi eccezionale per il calciatore biancoceleste, che fino a quel momento non aveva mai fallito un tentativo dal dischetto nel massimo campionato italiano. Curiosamente, l'unico precedente errore di Zaccagni dagli undici metri risaliva alla scorsa edizione della Coppa Italia, sempre contro il Napoli, quando fu neutralizzato da Caprile, confermando una sorta di maledizione personale contro i colori partenopei che il portiere serbo ha saputo alimentare con freddezza.
Con l'intervento su Zaccagni, Milinkovic-Savic ha raggiunto la straordinaria quota di quattro rigori parati in questa singola stagione agonistica, confermandosi uno specialista di livello mondiale assoluto. Prima dell'esterno laziale, erano caduti nella sua trappola Morata nella sfida contro il Como al Maradona, il giovane talento Camarda durante la trasferta di Lecce e Larsson nell'importante impegno di Champions League contro il Copenaghen. In questa annata, solo pochissimi specialisti del calibro di Calhanoglu dell'Inter, Orban del Verona, Malen della Roma e Suarez dello Sporting Lisbona sono riusciti a superarlo dal dischetto, evidenziando un dato statistico paradossale: il Napoli è attualmente la squadra che ha concesso più rigori in Serie A, ben nove, ma è contemporaneamente quella che ne ha neutralizzati il maggior numero grazie ai riflessi del suo estremo difensore.
Ampliando l'orizzonte alle ultime cinque stagioni, i numeri del gigante serbo diventano ancora più impressionanti, ponendolo sul tetto d'Europa insieme allo spagnolo David Soria del Getafe con otto rigori parati complessivi nei top cinque campionati del continente. Per trovare un portiere del Napoli capace di parare almeno tre rigori in una singola stagione di Serie A bisogna tornare indietro di oltre quindici anni, ai tempi di Morgan De Sanctis nell'annata 2009-2010. Oltre alla prodezza dal dischetto, Milinkovic-Savic ha tenuto in vita i suoi con riflessi d'istinto su Cancellieri, deviando una palla resa insidiosa da Olivera, e sul diagonale di Nuno Tavares, evitando che il passivo diventasse umiliante e confermandosi un pilastro fondamentale per il futuro del progetto tecnico di Conte, nonostante la brutta battuta d'arresto collettiva che rallenta la corsa in classifica degli azzurri.

