La sfida dell'Olimpico tra Roma e Atalanta, terminata sul punteggio di 1-1, ha offerto diversi spunti di riflessione non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per quanto concerne la direzione di gara affidata a Marcenaro. Il fischietto ligure ha portato a casa una sufficienza piena, pur non apparendo sempre impeccabile nella gestione dei ritmi di gioco e dei nervosismi in campo. In particolare, la critica si è soffermata sulla gestione delle perdite di tempo attuate dalla formazione bergamasca, che non sono state sanzionate o arginate con la necessaria fermezza. Nonostante queste piccole sbavature disciplinari, le decisioni cruciali prese sul terreno di gioco hanno trovato il pieno supporto della sala VAR di Lissone, dove la coppia composta da Guida e Sozza ha operato con precisione chirurgica attraverso una serie di controlli silenziosi che hanno confermato la bontà delle scelte arbitrali.
Il primo episodio chiave del match riguarda la rete del vantaggio orobico siglata da Krstovic, un gol che ha scatenato le immediate proteste della panchina giallorossa. L'analisi approfondita delle immagini ha però chiarito ogni dubbio: la posizione dell'attaccante è stata giudicata assolutamente regolare, poiché tenuto in gioco in modo evidente da N’Dicka. Le lamentele della Roma si erano concentrate anche sulla fase di costruzione dell'azione, con un presunto tocco di braccio di De Roon nel contrasto con Hermoso. Tuttavia, il direttore di gara e i suoi assistenti video hanno valutato l'impatto come totalmente fortuito, scaturito da un rimpallo ravvicinato tra i due calciatori e dunque non punibile secondo il regolamento vigente. Questa decisione ha permesso di convalidare una marcatura fondamentale per l'economia della gara, spegnendo sul nascere le polemiche relative a una possibile infrazione nell'azione d'attacco.
Sul fronte opposto, anche il pareggio firmato da Hermoso è passato sotto la lente d'ingrandimento della moviola, confermando la regolarità della manovra capitolina. Al momento del tocco decisivo, sia Çelik che Rensch si trovavano in posizione regolare, rendendo vana ogni speranza della difesa atalantina di vedere annullata la rete per fuorigioco. Un altro momento di forte tensione si è verificato quando l'Atalanta ha richiesto a gran voce l'espulsione di Pisilli per un intervento ai danni dell'ex Zalewski. Marcenaro ha optato per una sanzione meno severa, e l'analisi post-partita gli dà ragione: non sussistevano infatti gli estremi per la chiara occasione da gol. L'azione si stava sviluppando verso la linea del fallo laterale, la distanza dalla porta era ancora considerevole e c'era la concreta possibilità per altri difendenti giallorossi di recuperare la posizione, giustificando così il mancato cartellino rosso.
Dal punto di vista disciplinare, la partita è stata combattuta ma corretta, con un totale di 18 falli fischiati e tre cartellini gialli estratti dal taschino di Marcenaro. Tra i giocatori che hanno rischiato maggiormente figura sicuramente Djimsiti, graziato in un primo momento dopo un intervento ruvido su Malen e successivamente ammonito per un fallo su Robinio Vaz. Anche Kolasinac è finito sotto osservazione per un'entrata imprudente ai danni di Soulé che avrebbe potuto meritare il giallo, così come Mancini per un contrasto deciso su Zalewski. La gestione dei cartellini è apparsa a tratti altalenante, ma non ha influenzato l'esito finale di un match che mantiene entrambe le squadre in piena corsa per i rispettivi obiettivi stagionali. Il lavoro di Guida al VAR è stato discreto, limitandosi a confermare le decisioni di campo senza la necessità di richiamare l'arbitro alla revisione sul monitor.
Questo pareggio per 1-1 lascia l'amaro in bocca a entrambe le compagini, ma consolida la consapevolezza di due gruppi che lottano per i vertici della classifica di Serie A. La Roma continua a mostrare una buona solidità difensiva, nonostante alcune sbavature individuali, mentre l'Atalanta si conferma avversario ostico e tatticamente preparatissimo per le sfide di alta quota. In un campionato così equilibrato, ogni singolo episodio arbitrale può pesare come un macigno sulla corsa verso la qualificazione alle coppe europee, e la prestazione di Marcenaro, pur con qualche ombra nella gestione dei dettagli, ha garantito la regolarità di uno scontro diretto fondamentale. La capacità di mantenere la calma in un ambiente infuocato come quello dell'Olimpico resta una dote preziosa, e la direzione di gara odierna verrà ricordata per la corretta applicazione del protocollo nelle situazioni più spinose.

















