Una proposta destinata a far discutere il calcio europeo arriva dalla Union of European Clubs, l'organizzazione che rappresenta oltre 140 società di 25 Paesi. Durante l'assemblea generale dell'European Leagues a Sofia, la UEC ha presentato un piano radicale per redistribuire i 4,4 miliardi di euro che la UEFA mette in palio ogni stagione nelle sue competizioni. L'idea centrale: eliminare completamente il cosiddetto 'value pillar', il meccanismo che consente ai club più potenti d'Europa di incassare decine di milioni in base ai ranking storici e quinquennali, oltre che al valore commerciale dei loro mercati televisivi nazionali.
Il progetto della UEC prevede anche di condividere i bonus legati alla partecipazione alle coppe europee con gli altri club dei rispettivi campionati nazionali. Secondo i proponenti, questo sistema eliminerebbe la necessità dei cosiddetti pagamenti di solidarietà che attualmente la UEFA destina alle squadre non qualificate per le competizioni continentali, riducendo drasticamente gli squilibri economici che si generano nei tornei domestici. La fondazione della UEC risale al 2023, ma gode già di una rappresentanza significativa: l'European Leagues, l'organizzazione partner che riunisce 35 campionati professionistici europei (da Bundesliga a Premier League fino alla Serie A), ha fornito una platea importante per questa presentazione.
I numeri parlano da soli sugli attuali disequilibri. Analizzando nove Paesi europei – Azerbaigian, Belgio, Grecia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Ucraina – la UEC ha documentato situazioni estreme: in Portogallo i top club guadagnano fino a 80 volte più dell'ultima squadra, il Paris Saint-Germain incassa circa 40 volte i ricavi dell'ultimo club della Ligue 1, mentre i rapporti sono di circa 10 a 1 in Italia e Spagna. In Ucraina la situazione è ancora più grave, con lo Shakhtar Donetsk che porta a casa 140 volte più dell'ultima classificata. Con il piano della UEC, il rapporto medio tra il primo e l'ultimo club scenderebbe da oltre 40 a circa 5,5.
L'argomento centrale della proposta è che i giganti europei già guadagnano enormemente più dei rivali grazie a infrastrutture superiori e accordi commerciali globali. Secondo la UEC, gli unici strumenti efficaci per ridurre il divario sono le distribuzioni centralizzate da parte di campionati e UEFA, che hanno un impatto decisivo nella maggior parte delle leghe. Riducendo queste disparità, sostiene l'organizzazione, crescerebbe l'incertezza dei risultati sia nelle competizioni nazionali che europee, aumentando l'interesse mediatico e commerciale complessivo, quindi i ricavi per tutti.
Le simulazioni modellate dalla UEC mostrano però quale sarebbe il prezzo per i grandi club: la maggior parte delle squadre di Champions League incasserebbe circa la metà di quanto ricevono attualmente dalla UEFA, mentre anche i club di Europa League vedrebbero una riduzione significativa dei trasferimenti economici. Una medicina amara per l'establishment calcistico europeo, ma che potrebbe aumentare la competitività dei campionati nazionali nel medio termine.

