La situazione di Myles Lewis-Skelly all'Arsenal si complica di settimana in settimana. Il difensore-centrocampista inglese, che nella scorsa stagione aveva brillato con 39 presenze tra tutte le competizioni e aveva anche segnato contro il Manchester City all'Emirates, si ritrova ora quasi ai margini del progetto di Mikel Arteta. In questa stagione ha collezionato appena una partenza titolare in Premier League, accompagnata da 13 subentri dalla panchina: un crollo verticale nel minutaggio che rischia di compromettere il suo sviluppo.
La causa principale di questo declino risiede negli acquisti effettuati dai Gunners. L'arrivo in prestito di Piero Hincapié nella scorsa estate si trasformerà presto in trasferimento permanente, e il difensore colombiano ha già scavalcato Lewis-Skelly nelle gerarchie. Prima ancora di lui, però, Riccardo Calafiori rimane saldamente avanti nelle preferenze tattiche di Arteta. Anche optando per una riconversione a centrocampo, il panorama per il 19enne londinese non migliora: nella mediana dei Gunners trovano spazio giocatori della caratura di Declan Rice, Mikel Merino, Martin Zubimendi e persino Kai Havertz. A questi si aggiungeranno ulteriori innesti nel prossimo mercato estivo, che allargheranno ancora di più la distanza tra Lewis-Skelly e i titolari.
L'impatto negativo di questa situazione non riguarda solo il club. Thomas Tuchel, commissario tecnico dell'Inghilterra, aveva già fatto capire a novembre di non poter giustificare la convocazione del giovane arsenalista dato il ridotto spazio di gioco. Le parole del tedesco furono chiare: "C'è una componente legata alla competizione e alle prestazioni. La porta rimane aperta per chi gioca a alti livelli con continuità". Lewis-Skelly aveva debuttato in nazionale proprio nei playoff mondiali a Riga e aveva beneficiato della fiducia di Tuchel, ma la mancanza di minutaggio rappresenta un ostacolo insuperabile per rientrare nel giro della selezione britannica.
L'ironia della sorte vuole che il talento della cantera gunneriana si trovi stritolato dal successo del proprio club. L'Arsenal ha costruito un organico di altissimo livello, e questa ricchezza di alternative ha paradossalmente messo in ombra un prospetto che solo dodici mesi fa era considerato una stella nascente. Senza un cambio di rotta immediato, Lewis-Skelly rischia di diventare una delle tante promesse vanificate dall'eccessiva concorrenza interna.

