La situazione al Tottenham è diventata insostenibile. Igor Tudor, in quattro gare sulla panchina degli Spurs, non ha vinto nemmeno una partita, trascinando il club verso una pericolosa zona retrocessione in Premier League. Quello che sorprende ancora di più non è l'ennesimo risultato negativo, bensì il fatto che l'allenatore croato continui a rimanere al suo posto, mentre la dirigenza sembra intenzionata a prolungare un esperimento fallimentare.
L'errore fondamentale risale però a tempo addietro. La decisione di licenziare Ange Postecoglou la scorsa estate rappresenta il vero punto di rottura della stagione del Tottenham. Postecoglou non era un fallimento: aveva appena conquistato l'Europa League, manteneva il pieno supporto dello spogliatoio e godeva di una buona considerazione tra i tifosi. Dopo 29 giornate della stagione precedente, il suo Tottenham aveva già accumulato 34 punti e garantito la salvezza matematica, nonostante gli ultimi tre mesi deludenti.
I numeri attuali dipingono un quadro drammatico. Con Tudor sulla panchina, il Tottenham ha messo insieme 29 punti in 29 partite. Per fare un confronto, la percentuale di vittorie di Postecoglou era del 46,5%: tutt'altro che spettacolare, ma certamente lontana dal disastro attuale. Sotto l'aspetto tattico la situazione è ancora più critica: cinque gol segnati contro quattordici incassati. Evidentemente, nemmeno l'elemento difensivo basilare è stato implementato con successo.
Vina Venkatesham, il chief executive degli Spurs, aveva dichiarato di aver analizzato più di trenta candidati per individuare chi possedesse le dieci caratteristiche considerate essenziali per guidare il Tottenham. Rimane il dubbio che lo stesso rigore metodologico non sia stato applicato quando è emersa la necessità di trovare il sostituto di Postecoglou. Persino Harry Redknapp aveva offerto la propria disponibilità per un incarico di breve termine, un'alternativa che non è stata nemmeno presa in considerazione.
Adesso il Tottenham affronta una vera battaglia per la permanenza in massima divisione e la motivazione dei giocatori diventerà cruciale. Qualsiasi sostituto non potrebbe peggiorare quanto sta accadendo attualmente, eppure la dirigenza continua a rimandare decisioni che sembrano già scritte.

