L'Inter di Cristian Chivu si avvicina a grandi falcate verso il traguardo del tricolore, forte di un rullino di marcia impressionante mostrato subito dopo l'ultima sosta per le nazionali. Le recenti prestazioni contro Roma e Como, che hanno fruttato ben nove reti complessive, hanno permesso ai nerazzurri di scavare un solco importante sulle inseguitrici, approfittando anche del passo falso del Napoli, fermato sul pareggio dal Parma tra le mura amiche. Nonostante sia alla sua prima esperienza sulla panchina della prima squadra, il tecnico rumeno ha dimostrato una maturità tattica e gestionale fuori dal comune, riuscendo a mantenere alta la concentrazione del gruppo anche nei momenti di massima pressione. Ora, però, serve l'ultimo colpo di reni per chiudere definitivamente i giochi in campionato e dedicarsi con serenità alla conquista della Coppa Italia, completando così un'annata che era iniziata sotto prospettive decisamente complicate.
La preoccupazione principale dello staff tecnico riguarda attualmente la corsia mancina, vero motore della manovra interista per gran parte della stagione, che ora sembra mostrare i primi segni di cedimento strutturale. Alessandro Bastoni e Federico Dimarco, pilastri inamovibili dello scacchiere di Chivu, stanno attraversando un periodo di appannamento fisiologico dovuto all'enorme dispendio di energie profuso finora tra club e nazionale. Per il difensore centrale, ai problemi fisici derivanti da una dolorosa contusione rimediata durante il derby si sono aggiunte tensioni psicologiche legate alle polemiche post Inter-Juventus, che lo hanno visto al centro di un'esasperazione mediatica non indifferente. Dimarco, dal canto suo, appare semplicemente svuotato dopo aver garantito una spinta costante per mesi, risentendo inoltre della recente delusione patita con la maglia dell'Italia, un peso emotivo che sembra gravare sulle gambe del laterale milanese.
Chivu è consapevole che rinunciare a questi due elementi nel momento decisivo della stagione sarebbe un rischio troppo elevato per gli equilibri della squadra, e per questo motivo è pronto a chiedere loro un estremo sacrificio sia atletico che mentale. L'obiettivo dichiarato è quello di mandare in archivio la pratica scudetto nel giro di una settimana, permettendo poi una gestione più oculata delle rotazioni in vista degli altri impegni stagionali ancora in ballo. Il tecnico ha ribadito internamente che non è il momento di abbassare la guardia, poiché la storia recente del calcio insegna che i cali di tensione possono essere fatali proprio quando il traguardo sembra ormai a portata di mano. La solidità difensiva e la capacità di creare superiorità numerica sulle fasce restano i cardini su cui l'Inter vuole costruire il proprio successo finale, e il recupero della miglior condizione dei due mancini è considerato prioritario per non vanificare il lavoro svolto finora.
Una volta archiviati gli impegni sul campo, la dirigenza nerazzurra dovrà affrontare il delicato tema legato al futuro dei suoi gioielli, con il Barcellona che osserva con estremo interesse l'evolversi della situazione legata a Bastoni. Sebbene il club catalano non abbia ancora presentato un'offerta ufficiale, le voci di un possibile assalto estivo si fanno sempre più insistenti, mettendo alla prova la resistenza della società di Viale della Liberazione che, tuttavia, non sembra intenzionata a fare sconti. Diversa è invece la posizione di Federico Dimarco: il suo legame con l'Inter scade nel 2027 e non sembrano esserci nubi all'orizzonte, grazie a una clausola unilaterale di rinnovo già presente nell'accordo e alla ferma volontà di entrambe le parti di proseguire insieme. Il piano del club rimane quello di arrivare a una fumata bianca attraverso un dialogo mirato, volto a riconoscere al giocatore un adeguamento contrattuale che ne gratifichi l'importanza all'interno dello spogliatoio.

















