Il Tottenham attraversa un momento di puro terrore calcistico. La débâcle di martedì sera contro l'Atletico Madrid (5-2) in Champions League ha rappresentato il punto più basso di una stagione disastrosa, mettendo ulteriormente in dubbio la gestione di Igor Tudor. Il manager ungherese, subentrato a Thomas Frank il 14 febbraio, dovrà affrontare i media venerdì prima della delicatissima trasferta di Liverpool in Premier League.

I numeri raccontano una storia impietosa: quattro sconfitte consecutive in appena 25 giorni, con Tudor incapace di produrre quel rimbalzo iniziale che aveva caratterizzato il suo passato. Quando è stato scelto, l'allenatore era apprezzato proprio per la capacità di fornire un impulso positivo nel breve termine: l'esempio più brillante era quello con la Juventus, dove aveva ottenuto la qualificazione in Champions League con una striscia di una sola sconfitta in nove gare. A Londra, però, il miracolo non si è ripetuto.

Ma il vero allarme non riguarda l'Europa. Con nove partite ancora da disputare, il Tottenham occupa una posizione terrificante: appena un punto sopra la zona retrocessione. Sembra impossibile, eppure è reale. Solo dieci mesi dopo aver vinto l'Europa League, gli Spurs fronteggiano lo spettro di una retrocessione che non si concretizza dal 1977. Come ha detto il commentatore John Murray della BBC, il Tottenham si trova in «una crisi assoluta dal punto di vista calcistico».

Paul Robinson, ex portiere del club, non ha risparmiato critiche a Tudor: «Non era la scelta giusta dall'inizio», ha dichiarato a Radio 5 Live. «Tottenham sperava in quel tipico rimbalzo che si vede con i nuovi tecnici, ma Tudor arriva nel momento peggiore con la persona sbagliata. I giocatori non hanno mostrato l'impegno minimo richiesto. L'atteggiamento non c'era, e nessuno stava giocando per il mister». Tim Sherwood, ex boss degli Spurs, ha addirittura accusato Tudor di «aggiungere benzina al fuoco», evidenziando come l'allenatore non abbia fornito alcun incremento di fiducia.

Il morale nello spogliatoio è ai minimi storici. Yves Bissouma ha pubblicamente definito la situazione «una grande emergenza», sintomo di un disagio profondo nell'ambiente. La sfida a Anfield contro il Liverpool (campione in carica) rappresenta un esame colossale: gli Spurs hanno subito 17 gol nelle ultime quattro visite a Liverpool in tutte le competizioni. Seguito dal match casalingo cruciale contro il Nottingham Forest, rivale diretto per la salvezza, la lista degli ostacoli è montagna. La domanda che aleggia su tutto il Nord di Londra è una sola: se non Tudor, allora chi può fermare questa caduta libera?