Joe Hart, leggendario portiere che ha indossato la maglia del Torino, non ha risparmiato critiche a Igor Tudor per la gestione di Antonin Kinsky durante il match di martedì sera tra Atletico Madrid e Tottenham. Lo Spurs ha subito una pesante disfatta in trasferta, perdendo 5-2, e il giovane estremo difensore ceco è diventato il capro espiatorio della serata dopo aver commesso due errori che hanno portato ai gol dei colchoneros.

Tudor aveva deciso di sorprendere tutti schierando il 22enne Kinsky al posto di Guglielmo Vicario, ma dopo le scivolate del portiere, ha optato per il cambio, richiamando l'internazionale italiano in panchina. Una scelta che ha scatenato forti reazioni critiche nel mondo del calcio, compresa quella di Paolo Di Canio, che dalla sua esperienza da attaccante ha suggerito come tale gestione potrebbe avere conseguenze sulla carriera di mister Tudor.

Intervistato da TNT Sports, Hart ha espresso il suo disappunto nei confronti dell'allenatore dei Lilywhites: "Un errore tecnico non cancella il valore di un giocatore che è arrivato a questi livelli, firmato dal Tottenham. Forse la scelta di schierarlo era giusta, ma quello che è successo dopo rimane discutibile". L'ex West Ham ha sottolineato come Kinsky, a soli 22 anni, non meriti il trattamento ricevuto: "Non è un uomo fatto, non ha fatto niente per danneggiare il club deliberatamente".

Hart ha affrontato anche il tema più ampio della psicologia nel calcio: "È la natura del ruolo. Ogni portiere deve accettare che avrà serate così. Lo sa bene Buffon, lo sa Neuer, lo sa Schmeichel. Tutti hanno avuto momenti difficili". Secondo l'ex numero uno azzurro, il problema non è stato l'errore in sé, bensì come Tudor ha gestito la situazione dal punto di vista umano: "Toglierlo dal campo in quel modo, senza nemmeno dargli un cenno di supporto, lo farà sentire completamente abbandonato dall'ambiente. Come può essere positivo per lui? Tutti gli altri giocatori erano devastati, vedevano che il loro giovane compagno veniva gettato all'isolamento".

Hart ha concluso il suo intervento affrontando l'aspetto relazionale della leadership: "Bisogna trattare i propri calciatori come esseri umani, almeno un minimo. Capisco la pressione, ma se non mostri questo aspetto umano, è lì che tutto inizia a spaccarsi. Se sei disposto a sostenerli anche nei momenti difficili, allora la squadra rimane unita. Il contrario divide lo spogliatoio". Nel frattempo, le difficoltà di Tudor al Tottenham si moltiplicano: con quattro sconfitte consecutive in quattro partite, la sua posizione è già in bilico dopo l'arrivo solo tre mesi fa, il 14 febbraio. Un'altra cosa che nuoce al suo profilo è l'esperienza negativa con la Juventus, dove è stato esonerato a fine ottobre.