La battaglia legale tra Roman Abramovich e il governo del Regno Unito per il controllo del denaro derivante dalla vendita del Chelsea Football Club si arricchisce di un nuovo capitolo, ancora più intricato. A complicare la già complessa vicenda interviene un'inchiesta penale avviata dalle autorità di Jersey, l'isola del Canale, che esamina se i fondi in questione possano essere qualificati come proventi di crimine.
Secondo quanto emerge dai documenti contabili di Fordstam Limited, la società attraverso cui l'oligarca russo controllava il club londinese, un prestito ricevuto da un'altra entità facente capo ad Abramovich, Camberley International Investments Ltd, è attualmente oggetto di scrutinio da parte del procuratore generale di Jersey. Le carte ufficiali specificano che l'indagine criminale potrebbe estendersi anche ai ricavi netti derivanti dalla vendita della società. Nel documento depositato presso la corte di Jersey nel novembre 2025, si legge che i fondi versati da Camberley potrebbero essere interessati da un'investigazione sui cosiddetti "proventi di crimine". Abramovich continua tuttavia a negare qualsiasi irregolarità.
Il ricavato netto dalla cessione del Chelsea ai nuovi proprietari, guidati dall'imprenditore americano Todd Boehly, ammonta a 987 milioni di sterline, dopo la restituzione di un prestito da 1,4 miliardi fornito da Camberley. A questa cifra vanno sottratti altri 150 milioni trattenuti dal consorzio acquirente per coprire eventuali passività del club per il quinquennio successivo all'acquisizione. L'intero importo rimane attualmente bloccato su un conto nel Regno Unito, al centro di una disputa tra le parti: mentre lo staff legale di Abramovich sostiene il diritto del magnate a disporne liberamente, il governo britannico insiste affinché i fondi vengano destinati esclusivamente all'Ucraina, come promesso oltre tre anni fa.
La Segretaria agli Affari Esteri britannica Yvette Cooper ha ribadito la posizione dell'esecutivo con toni perentori: "Questo denaro era stato promesso all'Ucraina più di tre anni fa. È giunto il momento che Roman Abramovich faccia la cosa giusta, diversamente il governo interverrà". La vicenda trae origine dalle sanzioni imposte a Londra nei confronti dell'oligarca russo in seguito all'invasione dell'Ucraina nel febbraio 2022, sanzioni che lo costrinsero a cedere il Chelsea.
Separatamente, il Chelsea si prepara a fronteggiare conseguenze di natura principalmente economica in relazione alle 74 imputazioni mosse dalla Football Association per violazioni regolamentari risalenti all'era Abramovich. L'indagine di Jersey, introducendo il tema della natura criminale dei fondi, eleva dunque il livello di complessità di una controversia già tutt'altro che semplice, con ramificazioni che potrebbero protrarsi nel tempo.



















