Peter Schmeichel non ha risparmiato critiche ad Igor Tudor per una decisione che definisce devastante per il futuro professionale di Antonin Kinsky. Il portiere ceco del Tottenham è stato sostituito nel primo tempo della gara di Champions League andata dei sedicesimi contro l'Atletico Madrid, dopo appena diciassette minuti, in un momento in cui gli Spurs erano già in svantaggio di tre gol.

Kinsky, ventitré anni, aveva ricevuto l'opportunità di giocare al posto di Guglielmo Vicario con l'intento di conquistarsi uno spazio fisso nella formazione titolare. Tuttavia, la sua prestazione iniziale è stata disastrosa: diversi errori gravi hanno permesso agli avversari di portarsi avanti 3-0 nei primissimi quindici minuti della partita. Quando è sceso dal campo, il giovane portiere è apparso completamente demoralizzato, percorrendo il tunnel senza ricevere alcun gesto di supporto dal suo tecnico.

La critica di Schmeichel è particolarmente severa nei confronti della gestione tattica di Tudor. L'ex leggenda del Manchester United ritiene che il cambio così rapido avrà conseguenze permanenti sulla carriera di Kinsky: "Quello che ha fatto lì ha ucciso completamente la sua carriera" ha affermato durante la trasmissione televisiva. Schmeichel ha sottolineato come il giocatore meritasse almeno di restare in campo fino all'intervallo, dato che la partita era già praticamente persa e gli errori iniziali non erano imputabili unicamente alla qualità dei suoi interventi.

Tudor ha cercato di giustificarsi nel post-partita, sostenendo che il cambio era stato necessario per "preservare il giocatore e la squadra", definendo la situazione come eccezionale in una carriera di quindici anni da allenatore. Tuttavia, questa spiegazione non ha placato le polemiche generate dall'episodio, che si è trasformato nel simbolo di una serata disastrosa per il Tottenham nella competizione europea.

La sostituzione di Kinsky rappresenta un momento critico per la crescita professionale del giovane estremo difensore. Difficilmente riuscirà a scrollarsi di dosso l'etichetta di quella prestazione catastrofica che potrebbe definire, almeno in parte, la percezione che il calcio professinale ha di lui nei prossimi anni.