In vista dell'imminente sfida di ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Arsenal e Sporting CP, i riflettori tornano ad accendersi su una figura che ha vissuto da protagonista, seppur con alterne fortune, la realtà di entrambi i club: Joel Campbell. L'attaccante costaricano, approdato nel nord di Londra nel 2011 con l'etichetta di astro nascente del calcio centroamericano, ha vissuto un'esperienza agrodolce all'Emirates Stadium, collezionando appena 40 presenze totali nell'arco di sei lunghe stagioni. Nonostante il talento cristallino mostrato a sprazzi, la sua carriera con la maglia dei Gunners è stata caratterizzata da una girandola infinita di prestiti che ne hanno minato la continuità e la crescita all'interno del progetto tecnico, portandolo a vestire ben sette maglie diverse a titolo temporaneo.
Il momento di massima frizione tra il calciatore e la dirigenza londinese risale al 2016, quando Campbell, reduce da quella che considerava la sua migliore annata in Inghilterra, fu nuovamente allontanato per essere ceduto allo Sporting CP. In quell'occasione, il giocatore espresse apertamente il suo malcontento ai microfoni della stampa portoghese, dichiarando di sentirsi pronto per una sfida stabile ma di non aver ricevuto il riconoscimento sperato per i sacrifici fatti. 'Mi sento bene, questa è una nuova esperienza per me. Penso di aver meritato di giocare di più dopo quello che ho dimostrato l'anno scorso, ma ora mi trovo di fronte a una nuova fase della mia carriera', aveva affermato all'epoca, sottolineando come i suoi 30 gettoni stagionali, conditi da 4 reti e 6 assist, non fossero stati sufficienti a convincere l'ambiente a puntare su di lui.
Il rapporto di Campbell con le figure carismatiche che si sono succedute sulla panchina dell'Arsenal offre uno spaccato interessante sulla gestione tecnica di quegli anni di transizione. Verso Arsene Wenger, lo storico manager francese, il costaricano ha sempre nutrito un profondo rispetto, descrivendolo come un allenatore piuttosto silenzioso che amava concedere grande libertà d'azione ai giocatori più dotati tecnicamente, cercando di valorizzarli nell'undici titolare. Tuttavia, con l'addio di Wenger nel 2018, Campbell aveva sperato in una svolta radicale sotto la guida di Unai Emery. Il calciatore era fermamente convinto che il sistema tattico del tecnico spagnolo potesse esaltare le sue caratteristiche, ma dopo un confronto diretto con la società, emerse chiaramente che i piani del club erano diametralmente opposti ai suoi desideri di permanenza.
Dopo aver compreso che lo spazio a Londra sarebbe stato nullo nonostante il cambio in panchina, Campbell decise di intraprendere una nuova avventura in Italia, firmando un contratto triennale con il Frosinone in Serie A. Nonostante l'amarezza per non aver potuto dimostrare appieno il suo valore in Premier League, l'attaccante ha sempre mantenuto un atteggiamento professionale, ricordando con orgoglio l'opportunità di essersi allenato con campioni di livello mondiale. 'Non ho rimpianti perché ho cercato di sfruttare ogni occasione e non credo di aver fatto male quando sono stato chiamato in causa', ha ribadito il giocatore, la cui storia rimane un monito sulla difficoltà di imporsi in realtà competitive come quella dell'Arsenal, dove spesso le logiche di mercato e la gestione dei prestiti prevalgono sul rendimento mostrato sul campo dai singoli atleti.

















