Il Barcellona torna tra le mura amiche dello Spotify Camp Nou con l'imperativo categorico di invertire la rotta e riprendere la marcia in vetta alla classifica della Liga. Le ultime due uscite ufficiali hanno lasciato ferite profonde sia nel morale che nel cammino stagionale della squadra catalana: prima la caduta in Champions League contro il Paris Saint-Germain, poi l'amaro boccone digerito nel Clásico contro il Real Madrid durante l'ultima giornata di campionato. Quest'ultimo stop ha interrotto bruscamente una striscia impressionante di nove vittorie consecutive, costringendo l'ambiente blaugrana a una riflessione profonda. Per cementare il gruppo in questo momento di difficoltà, i giocatori si sono riuniti durante la settimana in un pranzo di squadra, una sorta di patto per confermare che i recenti passi falsi sono stati solo incidenti di percorso e non l'inizio di una crisi strutturale.
Nonostante il momento delicato e la pressione mediatica in aumento, il tecnico tedesco Hansi Flick ha voluto gettare acqua sul fuoco, ringraziando pubblicamente la dirigenza per la vicinanza dimostrata in questi giorni complicati. "Apprezzo molto il sostegno ricevuto dalla Giunta dopo queste due sconfitte, continueremo a portare avanti la nostra idea di calcio fino alla fine", ha dichiarato l'allenatore in conferenza stampa, ribadendo la volontà di non snaturare il suo credo tattico basato su pressione alta e possesso palla. Flick sembra intenzionato a infondere coraggio ai suoi uomini, convinto che la qualità del gioco espressa finora sia la chiave per superare questo stallo emotivo. La sfida contro l'Alavés diventa quindi un test fondamentale per valutare la tenuta mentale di un gruppo che, fino a due settimane fa, appariva quasi imbattibile sul fronte domestico.
La gestione della rosa per questa sfida è però pesantemente condizionata da un'infermeria affollata, specialmente nel reparto arretrato che si trova in una situazione di totale emergenza. Flick dovrà fare a meno di pedine fondamentali come Andreas Christensen, Eric García e Jules Koundé, oltre al giovane Xavi Espart, lasciando la difesa con pochissime opzioni di rotazione. Le scelte per l'undici titolare sembrano quasi obbligate: spazio al giovane Brian sulla fascia destra, con la coppia centrale formata dal talento emergente Cubarsí e da Gerard Martín, mentre João Cancelo agirà sul binario mancino. Resta ancora ai margini Alejandro Balde, che non sembra godere della piena fiducia del tecnico in questo momento storico. Flick ha inoltre elogiato pubblicamente il potenziale di Brian Fariñas, segnale che il Barcellona continuerà ad attingere a piene mani dalla propria accademia per sopperire alle assenze dei titolari.
Dall'altra parte del campo, l'Alavés guidato da Quique Sánchez Flores arriva in Catalogna con l'ambizione di approfittare delle crepe mostrate dai padroni di casa nelle ultime uscite. Sebbene la formazione di Vitoria stia disputando un ottimo inizio di stagione, gravitando a ridosso delle zone che valgono la qualificazione alle coppe europee, il rendimento esterno resta il loro principale punto debole: finora non hanno mai vinto lontano dalle proprie mura, raccogliendo appena due punti in trasferta. Sánchez Flores dovrebbe schierare una difesa a cinque molto compatta, imperniata su Tenaglia, Koski e Valentini, con l'obiettivo di chiudere ogni varco alle folate offensive blaugrana. A centrocampo persiste il dubbio su chi dovrà sostituire l'infortunato Mikel Rodríguez, con il ballottaggio aperto tra Carles Aleñá e Denis Suárez, mentre in attacco Mariano e Toni Martínez si contendono una maglia da titolare per guidare le ripartenze.
La storia recente dei confronti diretti non sorride agli ospiti, che non riescono a espugnare lo stadio del Barcellona dalla stagione 2016-2017. Tuttavia, l'ultimo precedente assoluto risale allo scorso maggio, quando i baschi riuscirono a imporsi contro un Barcellona che però aveva già conquistato matematicamente il titolo. Per l'Alavés non c'è un'urgenza immediata di punti data la posizione tranquilla in classifica, ma lo spogliatoio è consapevole di dover dare un segnale dopo il deludente pareggio interno contro il Malaga. Per il Barcellona, al contrario, non ottenere i tre punti stasera significherebbe aprire ufficialmente una crisi di risultati che potrebbe compromettere la leadership in campionato e minare le certezze costruite nei primi mesi della gestione Flick. La pressione è tutta sulle spalle dei catalani, chiamati a una prova di forza per scacciare definitivamente i fantasmi di Parigi e del Clásico.














