Il Manchester United di oggi sembra somigliare più a una fabbrica di contenuti multimediali ad alto volume che a una società calcistica tradizionale. Il ruolo di protagonista di Michael Carrick in quella che è diventata una delle soap opera preferite del Regno Unito è stato prolungato di almeno un'altra settimana, con il tecnico quarantacinquenne confermato in panchina per la delicata trasferta di sabato contro il Chelsea a Stamford Bridge. Questa situazione di incertezza rappresenta una notizia eccellente per le troupe cinematografiche di Amazon, impegnate nelle riprese della serie intitolata "Tutto o Niente", alle quali è stato concesso un accesso senza precedenti per documentare i retroscena di questa turbolenta stagione all'Old Trafford. I tifosi dei "Red Devils" sperano probabilmente che il ritorno del calcio giocato possa finalmente interrompere, almeno per novanta minuti, il flusso costante di opinioni e polemiche che circonda la squadra.

Sebbene la copertura mediatica asfissiante su uno dei club più grandi del mondo non sia una novità, il fenomeno crescente dei commenti incessanti da parte degli ex giocatori sta raggiungendo vette mai viste prima. È ormai più semplice elencare le leggende del Manchester United che non dispongono di una piattaforma mediatica da cui scrutinare ogni singola mossa del club, piuttosto che il contrario. Questa tendenza solleva un interrogativo inquietante: il declino sportivo della società è stato trasformato in una macchina industriale per la creazione di contenuti digitali. Gary Neville, volto di punta di Sky Sports, ha fornito un commento spietato durante la sconfitta interna per 3-0 subita contro il Bournemouth domenica scorsa, per poi rincarare la dose in un podcast registrato direttamente dalle tribune dell'Old Trafford, dove ha accusato apertamente alcuni calciatori di mancanza di professionalità.

Le critiche di Neville non si sono fermate all'aspetto tecnico, ma hanno toccato la sfera privata e comportamentale degli atleti. L'ex difensore ha dichiarato che alcuni giocatori non vanno a letto all'orario corretto, non seguono un'alimentazione adeguata e non dedicano ogni minuto della loro giornata al bene del Manchester United, sottolineando come non abbia tempo per chi non mette il club al primo posto. Tuttavia, sono le piattaforme di streaming a definire questa nuova era dell'analisi sportiva. Il canale intitolato "The Overlap", lanciato da Neville nel 2021, è diventato uno dei media più influenti del settore. Recentemente, anche Wayne Rooney è apparso sul canale YouTube dedicato al club, affermando senza mezzi termini che i giocatori guidati da Carrick avrebbero bisogno di "un fuoco d'artificio sotto il sedere" per svegliarsi dal torpore agonistico che sta caratterizzando le loro prestazioni.

L'espansione di questo impero mediatico ha visto Neville acquisire la scorsa estate una rete di canali YouTube dall'influencer Mark Goldbridge, mossa che ha incrementato drasticamente la copertura digitale dedicata ai diavoli rossi. Goldbridge è noto per le sue reazioni rabbiose e colorite durante le dirette di commento alle partite, un format che ha attirato oltre 3,7 milioni di iscritti. Nel frattempo, Roy Keane ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco, definendo Carrick e il suo staff tecnico come dei "ragazzi fortunati" per il semplice fatto di non essere stati ancora sollevati dai loro incarichi nonostante i risultati deludenti. Questa spirale di negatività, pur essendo redditizia per chi la racconta, evidenzia la profonda crisi di identità di un club che fatica a ritrovare la propria grandezza sul campo, rimanendo prigioniero di un ciclo di fallimenti che alimenta un'intera industria dell'intrattenimento.