Monchi, il direttore generale sportivo dell'Espanyol, ha preso la parola in una conferenza stampa molto attesa per fare chiarezza sul momento turbolento del club catalano. Dopo l'ufficializzazione dell'esonero di Manolo González, la società ha deciso di puntare con forza su Eder Sarabia, legandolo ai colori biancoblu con un contratto a lungo termine valido fino al 30 giugno 2028. Durante l'incontro con i media, il dirigente ha voluto innanzitutto onorare il lavoro del tecnico uscente, sottolineando come la decisione sia stata dettata esclusivamente dalla spietata legge dei risultati che governa il mondo del calcio professionistico. "Voglio ringraziare Manolo per la sua dedizione e per quanto sia stato semplice collaborare con lui; ho solo parole di gratitudine per l'uomo e per il professionista", ha dichiarato Monchi, ammettendo però che la classifica attuale non permetteva ulteriori attese o passi falsi.
Il dirigente ha voluto anche smentire categoricamente le indiscrezioni riguardanti le modalità del licenziamento, precisando che il confronto decisivo con González è avvenuto all'interno della riservatezza degli spogliatoi e non, come ipotizzato da alcuni, in modo frettoloso nei pressi del pullman della squadra. Monchi non si è nascosto dietro un dito, assumendosi una parte della colpa per l'andamento negativo della stagione e per la necessità di cambiare guida tecnica in corsa. "Sono un direttore sportivo che fatica molto a rinunciare ai propri allenatori perché credo profondamente nel loro lavoro; in un certo senso, questo esonero rappresenta anche un mio fallimento personale", ha confessato con onestà. Nonostante il dolore per il cambio in panchina, la dirigenza ha ritenuto indispensabile una scossa immediata per evitare che la situazione precipitasse ulteriormente in una Liga che non perdona cali di tensione.
La scelta di Eder Sarabia non è stata casuale, ma frutto di un'analisi tattica approfondita volta a trovare un profilo capace di valorizzare il materiale umano a disposizione. Monchi ha descritto il nuovo allenatore come la figura ideale per l'Espanyol, nonostante il suo calcio basato sul possesso palla e sulla costruzione dal basso richieda una fase di apprendimento più lunga rispetto a sistemi di gioco più speculativi. "Credo fermamente che Sarabia sia l'allenatore idoneo per la squadra che abbiamo e per riuscire finalmente a invertire la dinamica dei risultati", ha spiegato il direttore sportivo. Secondo il dirigente, la rosa possiede le qualità tecniche necessarie per assimilare i nuovi concetti tattici, e c'è ancora tutto il tempo necessario per raddrizzare una stagione che vede il club lottare nelle zone calde della classifica.
Guardando al futuro prossimo, la priorità assoluta dell'Espanyol rimane la permanenza nella massima serie spagnola, ma la visione di Monchi va oltre la semplice salvezza. Il dirigente ha usato una metafora efficace per descrivere la strategia del club: "Dobbiamo prima spegnere l'incendio della zona retrocessione e poi gettare le basi per un progetto solido nel medio e lungo periodo". Tuttavia, l'inizio dell'era Sarabia dovrà fare i conti con un ostacolo burocratico non indifferente: il tecnico deve infatti scontare due giornate di squalifica ereditate dalla sua precedente esperienza professionale. Di conseguenza, nella delicata sfida contro il Villarreal, la squadra sarà guidata in panchina da Sergio García in veste di traghettatore, mentre Sarabia dovrà saltare anche il turno successivo contro il Deportivo prima di poter finalmente debuttare ufficialmente a bordo campo.














