Gary Neville, ex leggenda del Manchester United e ora opinionista televisivo, ha espresso il suo disaccordo con la recente classifica dei migliori centrocampisti della Premier League stilata dal suo collega di Sky Sports, Jamie Carragher. Neville ha etichettato la lista dell'ex difensore del Liverpool come "influenzata dal tifo", suggerendo che le preferenze personali abbiano giocato un ruolo troppo importante nella selezione. La sua replica non si è fatta attendere, con una controproposta che vede un'icona dei Red Devils al vertice, ribaltando le gerarchie stabilite da Carragher e scatenando un acceso dibattito tra gli appassionati di calcio inglese.

Il punto focale della critica di Neville riguarda la scelta di Steven Gerrard come miglior centrocampista di sempre da parte di Carragher. Neville, pur riconoscendo le immense qualità del capitano del Liverpool, ha posizionato Gerrard al quarto posto nella sua personale classifica. Al contrario, ha incoronato Roy Keane, suo ex compagno di squadra e capitano al Manchester United, come il numero uno indiscusso. "Non credo ci sia mai stato un giocatore di calcio più influente nella Premier League. Punto. Anzi, sono assolutamente convinto che non ci sia", ha dichiarato Neville, sottolineando l'impatto trascinante di Keane e la sua capacità di elevare il rendimento della squadra attraverso standard elevatissimi. Neville ha anche aggiunto che, secondo lui, se Carragher dovesse scegliere il miglior centrocampista della storia della Premier League, non potrebbe che indicare Roy Keane, e pochi sarebbero in disaccordo.

Neville ha poi spiegato la sua metodologia di valutazione, ammettendo di aver voluto adottare un approccio più "tradizionale" nella scelta dei centrocampisti. Questo l'ha portato a escludere dalla sua top 3 giocatori come David Silva e Kevin De Bruyne, quest'ultimo terzo nella lista di Carragher. Neville li considera più dei "trequartisti" o fantasisti puri, piuttosto che centrocampisti "box-to-box" nel senso classico del termine. La sua preferenza è andata a giocatori che incarnavano maggiormente il ruolo di motore del centrocampo, capaci di incidere in entrambe le fasi di gioco con una presenza fisica e una leadership marcate, caratteristiche che, a suo dire, Keane possedeva in modo esemplare.

Nella sua personale classifica, dopo aver posizionato Roy Keane al primo posto, Gary Neville ha inserito Patrick Vieira al secondo gradino del podio, riconoscendolo come un avversario formidabile e un pilastro dell'Arsenal durante gli anni d'oro delle battaglie contro il Manchester United. Al terzo posto ha collocato Paul Scholes, suo compagno di squadra e definito "il miglior giocatore con cui abbia mai giocato al Manchester United". Tuttavia, Neville ha giustificato il posizionamento di Scholes leggermente più in basso rispetto a Keane, spiegando che la sua incredibile versatilità lo ha portato spesso a giocare più avanzato, vicino all'attacco, piuttosto che stabilmente in un ruolo di centrocampista centrale puro per tutta la carriera. A completare la sua top five, al quinto posto, è apparso Rodri, il cui impatto con il Manchester City, culminato con la vittoria di quattro titoli di Premier League, è stato ritenuto impossibile da ignorare.

La scelta di Neville di escludere o declassare alcuni dei nomi più celebrati del calcio inglese, come Gerrard e De Bruyne, evidenzia una visione del ruolo del centrocampista che privilegia la leadership carismatica, la grinta e l'influenza totale sul gioco, elementi che Gary Neville ha sempre associato alla figura di Roy Keane. La discussione aperta da Neville non mira solo a stabilire una gerarchia di talenti, ma anche a definire cosa significhi essere un centrocampista "dominante" nella storia della Premier League, un dibattito che promette di infiammare ulteriormente gli animi degli appassionati e degli addetti ai lavori, specialmente in vista delle future discussioni sui migliori di sempre.

L'opinione di Neville aggiunge un ulteriore strato di complessità al dibattito sui migliori centrocampisti della Premier League, un argomento che ciclicamente torna d'attualità e che vede spesso contrapposte le visioni dei grandi ex giocatori e opinionisti. La sua difesa di Roy Keane come figura quasi mitologica del ruolo, capace di superare in influenza persino leggende come Gerrard e Vieira, sottolinea l'importanza della personalità e della mentalità vincente nel calcio moderno. La Premier League, con la sua ricca storia di centrocampisti iconici, offre terreno fertile per queste discussioni, che arricchiscono il panorama sportivo e stimolano la riflessione sui diversi stili di gioco e sulle qualità che rendono un calciatore veramente "grande".