Il destino del calcio sa essere incredibilmente beffardo e, a volte, ama riportare i protagonisti sul luogo del delitto. Manuel Pellegrini, attuale tecnico del Betis Siviglia, si appresta a vivere una serata carica di suggestioni e ricordi amari. Esattamente diciassette anni e un giorno dopo quella che è passata alla storia come una delle umiliazioni più grandi del calcio spagnolo, l'allenatore cileno tornerà a calpestare l'erba dello stadio Santo Domingo di Alcorcón. Era il 27 ottobre 2009 quando il suo Real Madrid, infarcito di stelle e campioni, venne travolto per 4-0 dalla formazione locale, allora militante in terza serie, in un match di Coppa del Re che segnò indelebilmente la sua esperienza sulla panchina delle Merengues.
Questa volta l'occasione è data dal sorteggio della Coppa del Re 2026, che vede il Betis impegnato contro l'Artístico Navalcarnero. Sebbene la sfida non sia direttamente contro l'Alcorcón, la sede dell'incontro sarà proprio lo stadio Santo Domingo. Il Navalcarnero, club che milita nella Seconda RFEF, ha infatti dovuto rinunciare al proprio impianto abituale, il Mariano González, giudicato troppo piccolo per accogliere la grande affluenza di pubblico prevista e non conforme ai rigidi parametri di capienza imposti dalla Federazione calcistica spagnola. La decisione di traslocare a Santo Domingo è stata presa di comune accordo tra i club per permettere a tutti i soci e agli abitanti della zona di assistere a un evento sportivo di tale portata.
Juan Alarcón, presidente del Navalcarnero, ha ricordato con emozione quei momenti storici vissuti sugli spalti diciassette anni fa, sottolineando come certe partite restino impresse nella memoria collettiva. Le sue parole riflettono il sogno di ogni piccola realtà calcistica: "È una partita che non si può dimenticare. Queste sono coincidenze che accadono nel calcio. L'importante è giocare e competere bene, e anche se siamo tutti consapevoli che sia molto complicato per una squadra modesta battere una grande, nel calcio tutto è possibile. Magari potessimo ripetere l'impresa dell'Alcorcón, anche se sappiamo quanto sia difficile". L'obiettivo della squadra di casa è quello di lasciare un'ottima impressione contro una delle potenze del calcio nazionale, godendosi ogni minuto della sfida.
Il ricordo di quella notte del 2009 rimane una ferita aperta per Pellegrini, che arrivò ad Alcorcón alla guida di una spedizione che comprendeva leggende del calibro di Raúl, Guti, Benzema e Marcelo. Con il passare dei minuti e l'accumularsi dei gol della squadra gialla, il volto dell'Ingegnere si trasformò in una maschera di sofferenza, mentre il mondo intero assisteva incredulo al crollo dei Galacticos. Oggi, con molta più esperienza e dopo aver vinto una Coppa del Re proprio con il Betis nel 2022, Pellegrini torna in quel luogo con la ferma intenzione di evitare nuove sorprese sgradevoli. Il Betis, attualmente impegnato su più fronti tra campionato ed Europa, non può permettersi distrazioni in una competizione che storicamente regala cadute rovinose ai club più blasonati.
L'organizzazione del match ha richiesto un grande sforzo logistico, consolidando il legame di amicizia tra le comunità di Alcorcón e Navalcarnero. Il presidente Alarcón ha ribadito che la scelta di Santo Domingo è stata naturale vista la vicinanza e la disponibilità della struttura, capace di garantire la sicurezza e il comfort necessari per una partita di questo livello. Per Pellegrini, varcare nuovamente quel tunnel degli spogliatoi significherà affrontare i fantasmi del passato, cercando di trasformare un ricordo maledetto in una nuova pagina di successo per il suo Betis. La sfida non rappresenta solo un passaggio del turno, ma un test di maturità per una squadra che vuole continuare a sognare in grande nel panorama calcistico spagnolo.

















