Il dibattito sul calcio dell'Arsenal non dovrebbe offuscare una realtà sempre più concreta: questa squadra sta per entrare nella storia del football mondiale. Il cammino verso un quadriennale – campionato, Coppa d'Inghilterra, Coppa di Lega e Champions League – non solo è possibile, ma per come stanno le cose oggi, risulta sorprendentemente gestibile.
Arteta e i suoi giocatori hanno già conquistato il campo base della montagna più alta. Da qui alla vetta rimangono 19 partite, non tutte da vincere per forza. Basterebbe replicare il rendimento delle ultime 19 gare disputate – una sconfitta e 14 vittorie – per entrare nel Pantheon: l'Arsenal diventerebbe la prima squadra inglese a compiere quest'impresa leggendaria. Paragoni con l'Ajax di Cruijff, il Barcellona di Messi o la Scozia di Stein non suonano più come follia, ma come una possibilità concreta.
Ciò che sorprende è il contrasto stridente tra il dominio effettivo e la percezione diffusa. Gli Artigiani comandano la Premier League e sono favoriti anche in Europa, eppure molti continuano a considerarli un'anomalia, quasi un errore da correggere. Il sentimento prevalente rimane: come mai stanno vincendo? Come possiamo fermarli? È una sfiducia quasi paradossale, simile a quella che ha circondato il Manchester City poco tempo fa, quando tutti paventavano il crollo di Guardiola. Oggi entrambe le squadre sono a un bivio storico.
La traiettoria dell'Arsenal rende questo momento ancora più significativo. Dal 2017, un solo trofeo domestico. Per anni sono stati etichettati come perdenti cronici, vittime di una maledizione mentale che li paralizzava. Ora, all'improvviso, quella stessa squadra è sul punto di scalare l'Everest calcistico. Non è solo una questione di numeri: è una redenzione sportiva che, se dovesse concretizzarsi, nessuno potrebbe ignorare.
Certo, il cinico può ridere su internet, postare emoji ironiche e ricordare che Cruijff, Messi e Ferguson hanno vinto per anni, non in una sola stagione. È un'obiezione legittima. Ma se l'Arsenal raggiungesse questo traguardo, escluderlo dalle liste delle più grandi squadre della storia sulla base dei soli numeri diventa, semplicemente, ingiusto. La marcia verso la grandezza, per quanto inaspettata e dibattuta, è già cominciata.





