Khvicha Kvaratskhelia incarna una delle storie più affascinanti del calcio europeo contemporaneo. L'esterno georgiano del Paris Saint-Germain, 25 anni, ha trasformato una carriera nata nell'anonimato in una delle traiettorie più luminose della Champions League attuale. In questa stagione ha già messo insieme sette gol e tre assist in nove partite nella massima competizione europea, diventando il principale artefice offensivo dei parigini con il miglior contributo realizzativo della squadra.
Anche davanti alle telecamere internazionali, però, Kvaratskhelia mantiene un profilo basso e una straordinaria umiltà. «Mi considero una persona semplice», spiega al microfono della BBC. «Cerco di restare con i piedi per terra, ascoltare la mia famiglia e ricordare sempre chi sono e da dove vengo». Non sono parole vuote: il suo passato lo dimostra. Cresciuto in un anonimo condominio di epoca sovietica nel quartiere operaio di Tbilisi, la capitale georgiana, il giovane esterno ha costruito la sua scalata al vertice calcistico in un contesto tutt'altro che privilegiato. La famiglia, accogliente ma modesta, ha sempre conservato i cimeli della sua giovane carriera: foto, trofei, maglie storiche. Tra questi, la divisa indossata alle prime esperienze con la Dinamo Tbilisi, il club dove il padre Badri aveva giocato come professionista e internazionale azero.
L'intera esistenza di Kvaratskhelia è stata dominata da una sola ossessione: il pallone. Sua madre Maka ricorda che il piccolo Khvicha camminava, dormiva, respirava calcio. Eppure il percorso non è stato lineare. Esordì a soli 16 anni nel 2017 nei ranghi della Dinamo, poi vagò attraverso Rustavi e una parentesi importante a Mosca con la Lokomotiv, dove guadagnò il primo stipendio significativo. Quei soldi non li spese per sé: li utilizzò per finanziare un intervento chirurgico salvavita al cuore del padre. Una scelta che Badri ha assentito senza esitazione. Il 22 maggio 2019, a nemmeno 19 anni, Kvaratskhelia alzò il primo trofeo importante: la Coppa di Russia con la Lokomotiv.
Successivamente si trasferì al Rubin Kazan, dove ha trascorso tre stagioni conquistando per due volte il premio di miglior giovane del campionato russo. La sua ascesa tuttavia ha subito una brusca interruzione: l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha costretto il talento georgiano a cambiare ancora una volta rotta. Da quel momento in poi la sua parabola lo ha portato verso le luci internazionali, culminando nell'approdo a Napoli prima e successivamente a Parigi, dove ha definitivamente consacrato il suo status di fuoriclasse creativo continentale. Con il PSG e la Chelsea in arrivo mercoledì nei sedicesimi di Champions League, il mondo attende di vedere se la stella georgiana brillerà ancora sotto pressione.



















