La carriera di Harry Kane è oggi costellata di record infranti e di una costante rincorsa ai trofei più prestigiosi, come dimostra la sua attuale candidatura per il Pallone d'Oro dopo una stagione d'esordio straordinaria con la maglia del Bayern Monaco. Tuttavia, la storia del centravanti inglese avrebbe potuto prendere una piega decisamente diversa se l'Arsenal, il club dove mosse i primi passi da bambino, non avesse deciso di svincolarlo all'età di soli otto anni. Quella scelta, dettata da valutazioni tecniche che col senno di poi appaiono quasi surreali, rimane una delle macchie più evidenti nella storia del settore giovanile dei Gunners, che preferirono puntare su altri profili ritenuti all'epoca molto più promettenti del futuro capitano della nazionale dei Tre Leoni.
Tra i giovani talenti che l'accademia dell'Arsenal decise di confermare a discapito di Kane, spiccano i nomi di Benik Afobe e Chuba Akpom. Entrambi gli attaccanti godevano di una considerazione altissima all'interno del centro sportivo di Hale End, grazie a doti fisiche e realizzative che sembravano proiettarli verso un futuro radioso in Premier League. Afobe, in particolare, era considerato un vero e proprio prodigio, capace di segnare valanghe di gol nelle categorie inferiori, spingendo gli osservatori a credere che sarebbe stato lui l'erede naturale dei grandi bomber del club londinese. Al contrario, il piccolo Kane veniva visto come un ragazzino fisicamente meno sviluppato e privo di quella rapidità necessaria per eccellere ai massimi livelli del calcio britannico.
Il percorso dei due prescelti, però, non ha minimamente ricalcato le vette raggiunte da Kane nel corso degli anni. Mentre l'attuale numero nove del Bayern Monaco diventava il miglior marcatore della storia del Tottenham e della nazionale inglese, Afobe e Akpom hanno vissuto carriere caratterizzate da numerosi prestiti e passaggi in club di seconda fascia. Uno di loro, Benik Afobe, ha già vissuto la fase calante della carriera dopo gravi infortuni, mentre Akpom, dopo una lunga gavetta tra Inghilterra e Grecia, ha trovato una sua dimensione all'Ajax solo in età matura. Questo divario netto testimonia quanto sia complesso prevedere l'evoluzione di un atleta in età prepuberale, dove la crescita fisica spesso maschera le reali potenzialità tecniche e mentali a lungo termine.
Liam Brady, leggenda dell'Arsenal e all'epoca responsabile del settore giovanile, ha ammesso in diverse occasioni il colossale errore di valutazione commesso dal club del Nord di Londra. Brady ha ricordato come Kane fosse considerato un po' paffuto e non particolarmente atletico durante i suoi anni in biancorosso, giustificando così una decisione che oggi tormenta i tifosi dei Gunners. Abbiamo avuto una mancanza di pazienza, ha confessato Brady in passato, sottolineando come il ragazzo non avesse mostrato quei segnali di esplosività che il club cercava in quel momento. Dopo l'addio forzato all'Arsenal, Kane sostenne un provino con il Watford prima di approdare finalmente al Tottenham, dove ha costruito la sua leggenda segnando 280 reti totali e diventando l'incubo sportivo dei suoi ex compagni.
L'ironia della sorte vuole che Kane sia diventato il terrore dell'Arsenal nei derby del Nord di Londra, segnando ripetutamente contro la squadra che lo aveva scartato da bambino con una facilità quasi vendicativa. Ogni sua rete contro i Gunners è stata un doloroso promemoria di ciò che sarebbe potuto essere se la dirigenza avesse avuto più lungimiranza nel 2001. Oggi, mentre Kane lotta per vincere la Bundesliga e punta alla conquista della Champions League, l'Arsenal continua a cercare sul mercato quel centravanti d'area di rigore capace di garantire 30 gol a stagione, un profilo che avevano già in casa oltre vent'anni fa e che lasciarono andare via gratuitamente verso i rivali storici degli Spurs.

















