Il pesante rovescio interno subito dal Real Betis contro il Barcellona, terminato con un netto 2-5 presso lo stadio de la Cartuja, ha scatenato una tempesta mediatica che vede come protagonista assoluto Manuel Pellegrini. L'allenatore cileno, visibilmente contrariato al termine della sfida, ha usato parole di fuoco nei confronti della direzione di gara affidata a Ricardo de Burgos Bengoechea. Secondo il tecnico dei biancoverdi, l'arbitraggio è stato privo di qualsiasi criterio calcistico e ha influenzato in modo irreversibile l'andamento della partita, trasformando una sfida combattuta in una sconfitta sonora. Pellegrini ha definito la prestazione del fischietto spagnolo come una condotta lamentevole, sottolineando come le decisioni prese sul terreno di gioco abbiano pesato esclusivamente a sfavore della sua squadra, compromettendo il lavoro svolto durante la settimana di preparazione.
Entrando nel dettaglio degli episodi contestati, l'ex allenatore del Real Madrid ha messo nel mirino tre momenti chiave che, a suo dire, hanno cambiato il volto del match. Il primo riguarda la rete annullata a Giovani Lo Celso: Pellegrini sostiene che il tocco di mano di Cucho Hernández, che ha portato all'annullamento, sia stato causato da una spinta evidente non sanzionata, rendendo l'infrazione del tutto ininfluente. Successivamente, il tecnico ha criticato la convalida di un gol del Barcellona segnato con un piede giudicato troppo alto, quasi all'altezza della testa del difensore. Infine, il punto di rottura definitivo è stata l'espulsione che ha lasciato il Betis in inferiorità numerica. Pellegrini ha spiegato che l'episodio tra Lamine Yamal e il suo giocatore è stato frutto di una provocazione reciproca che avrebbe dovuto risolversi con un'ammonizione per parte, dichiarando che in quel preciso istante la partita è finita per i suoi uomini.
Le conseguenze di questo sfogo potrebbero essere estremamente pesanti per il tecnico cileno, poiché il sindacato degli arbitri AESAF ha già annunciato una riunione d'urgenza per questo lunedì. L'obiettivo dell'incontro è valutare se denunciare formalmente le dichiarazioni di Pellegrini al Comitato di Disciplina della Federcalcio spagnola. Secondo il regolamento vigente, in particolare l'articolo 106, le critiche che mettono in dubbio l'onestà o l'imparzialità dei direttori di gara possono portare a sanzioni severissime. Se la denuncia dovesse procedere e le parole venissero giudicate offensive o lesive dell'onorabilità della classe arbitrale, Pellegrini rischierebbe una squalifica che va da un minimo di quattro fino a un massimo di dodici giornate di stop, oltre a una sanzione pecuniaria compresa tra i 601 e i 3.005 euro.
La situazione mette in seria difficoltà il Betis, che si trova a dover gestire un momento tecnico delicato in campionato dopo la pesante sconfitta contro i catalani che ne rallenta la corsa in classifica. Perdere la guida tecnica in panchina per un periodo così prolungato rappresenterebbe un ostacolo enorme nella lotta per le posizioni europee della Liga. Tuttavia, la difesa del club potrebbe appellarsi ad alcuni precedenti illustri in cui sanzioni simili sono state annullate o ridotte dal Tribunale Amministrativo dello Sport o dalla giustizia ordinaria. In passato, infatti, diverse sentenze hanno stabilito che le critiche post-partita, seppur aspre, possono rientrare nel perimetro del diritto alla libertà di espressione, a patto che non sfocino in insulti personali diretti o accuse di corruzione esplicite. Il futuro di Pellegrini resta dunque appeso a un filo, in attesa delle decisioni federali che arriveranno nelle prossime ore.

















