Beppe Marotta è tornato a parlare della gara tra Inter e Como disputatasi recentemente, affrontando direttamente il tema dell'episodio arbitrale che ha fatto discutere. Intervenendo a margine dell'Assemblea di Lega, il dirigente nerazzurro ha voluto chiarire la propria posizione sulla questione, confermando la linea ufficiale del club.
"Non era rigore, è un dato di fatto su cui concordano tutti gli osservatori", ha dichiarato Marotta, ammettendo però che l'errore arbitrale rappresenta uno dei problemi ricorrenti nel calcio italiano. "Ovviamente non siamo troppo risentiti perché abbiamo portato a casa i tre punti, ma immaginate il caos se quel fischio avesse cambiato l'esito della partita", ha aggiunto il numero uno dell'Inter, sottolineando come in una competizione più equilibrata questo tipo di decisioni potrebbe avere conseguenze ben più gravi.
Marotta ha colto l'occasione per ribadire gli obiettivi ambiziosi della società, commentando anche la recente battuta ironica di Chivu. "In Italia abbiamo paura ad ammettere apertamente gli obiettivi che vogliamo raggiungere", ha osservato, "ma l'Inter deve essere coraggiosa e dichiarare di voler vincere in tutte le competizioni. È il DNA di un club che aspira al massimo". Secondo l'amministratore delegato, questa mentalità non rappresenta arroganza, bensì consapevolezza dei propri mezzi.
Sul piano tecnico, Marotta ha elogiato la prestazione della sua squadra contro il Como, riconoscendo anche i meriti dell'avversario. "È stata una bella partita, uno spot positivo per il nostro calcio", ha sottolineato, "l'Inter ha vinto meritatamente grazie alla qualità del gioco e alla forza dimostrata, affrontando una squadra che ha provato a fare la sua parte da protagonista in campionato".
Il dirigente ha però utilizzato l'occasione per lanciare un appello ai vertici del calcio italiano. "Questi errori capitano regolarmente durante una stagione, ma ultimamente si verificano con troppa frequenza", ha affermato, "spero che accaduto spinga tutti a fare riflessioni costruttive per migliorare la simbiosi tra il protocollo VAR e l'arbitro in campo". Una critica velata all'attuale sistema di controllo, con l'implicito invito a trovare soluzioni più efficaci che evitino situazioni simili in futuro.









