Pep Guardiola dovrà stare in panchina per due turni dopo aver ricevuto la sesta ammonizione della stagione nel corso della partita contro il Newcastle United. Lo stop riguarda la prossima sfida di Premier League contro il West Ham, prevista per il prossimo sabato, e il quarto di Coppa FA in programma all'inizio di aprile. La finale della Coppa di Lega, invece, non rientra nella sospensione.

Il cartellino giallo è stato sanzionato da Sam Barrott dopo che Guardiola ha protestato vivacemente per un'azione su Jeremy Doku. L'esterno cittadino era stato ostacolato dal difensore avversario, ma l'arbitro ha deciso di non concedere il calcio di punizione. La reazione del manager catalano è costata il provvedimento disciplinare, che ha raggiunto quota sei e automaticamente la squalifica di due giornate.

Keith Hackett, ex arbitro di lungo corso nel campionato inglese, ha commentato l'accaduto in una dichiarazione rilasciata a Football Insider. Secondo il suo parere, Guardiola non avrebbe ragioni di lamentarsi poiché le regole sui cartellini sono note a tutti i club sin dall'inizio della stagione. "Se gli arbitri estraggono cartellini, deve esserci un effetto deterrente, esattamente come accade per i calciatori che vengono squalificati dopo cinque ammonizioni", ha sottolineato. Hackett ha ipotizzato che all'interno del Manchester City qualcuno possa avere avvertito il tecnico che una settima ammonizione avrebbe comportato conseguenze ancora più serie.

Hackett ha inoltre suggerito che Guardiola stia intenzionalmente "facendo una dichiarazione" attraverso queste proteste sistematiche. Ha tracciato un parallelo con Arsène Wenger, sostenendo che gli allenatori talvolta contestano in maniera deliberata per attirare l'attenzione su presunte ingiustizie verso i propri calciatori. "C'è un elemento cinico nel calcio, e Guardiola lo sta dimostrando", ha affermato Hackett, ribadendo che gli arbitri devono proteggere i giocatori e che ciò che gli allenatori vedono dal loro punto di vista potrebbe essere diverso da quello degli ufficiali di gara.

Dallo spogliatoio cittadino è arrivata la risposta dello stesso Guardiola, che ha ribadito la legittimità della sua protesta. Il tecnico ha definito l'intervento su Doku un fallo inequivocabile e ha rivendicato il diritto di difendere i suoi giocatori, indipendentemente dalle conseguenze disciplinari. Ha concluso con una battuta amara sulla situazione: detiene ormai il record inglese di cartellini gialli da tecnico e ha ironicamente scherzato sull'intenzione di godersi una vacanza forzata dalle panchine.