Nel lontano 2015, all'apice della sua straordinaria carriera con la maglia del Barcellona, Lionel Messi fu protagonista di una celebre iniziativa commerciale e sportiva denominata "Sostenuti da Messi". In collaborazione con il suo sponsor tecnico, il fuoriclasse argentino selezionò personalmente dieci giovani calciatori che, a suo avviso, rappresentavano il futuro radioso del calcio internazionale. Questi ragazzi ebbero l'onore di indossare i suoi scarpini personalizzati, portando sulle spalle il peso di un'investitura quasi divina da parte di uno dei giocatori più forti di tutti i tempi. A distanza di quasi un decennio, è interessante analizzare se quelle previsioni si siano avverate o se il peso delle aspettative abbia finito per schiacciare alcune di queste promesse, dimostrando quanto sia difficile prevedere l'evoluzione di un giovane talento.
Tra i nomi che hanno effettivamente lasciato un segno nel calcio europeo di alto livello spicca senza dubbio quello di Timo Werner. All'epoca militava nello Stoccarda e da allora ha vissuto una carriera intensa, vincendo una Champions League con il Chelsea e diventando un pilastro della nazionale tedesca, nonostante qualche alto e basso realizzativo che lo ha portato recentemente al Tottenham. Un altro profilo che ha confermato le doti intraviste dalla "Pulce" è Aleksei Miranchuk, che dopo gli anni formativi alla Lokomotiv Mosca è approdato in Italia, diventando un elemento prezioso per l'Atalanta di Gian Piero Gasperini, con cui ha recentemente sollevato l'Europa League. Anche Jeremie Boga, cresciuto nel vivaio del Chelsea e messosi in luce nel Sassuolo grazie a un dribbling fulminante, ha mantenuto una carriera di tutto rispetto tra Serie A e Ligue 1, confermando di possedere quel talento tecnico che aveva inizialmente stregato l'asso argentino.
Non tutte le scommesse di Messi si sono però rivelate vincenti, e il caso più emblematico per il pubblico italiano è quello di Accursio Bentivegna. Nel 2015 era considerato il gioiello assoluto del settore giovanile del Palermo, ma la sua parabola non ha mai spiccato il volo verso il grande calcio, portandolo a militare stabilmente nelle serie minori italiane, tra Serie C e Serie D, lontano dai riflettori della massima serie. Simile sorte è toccata a James Wilson, che dopo un esordio folgorante con il Manchester United sembrava destinato a raccogliere l'eredità dei grandi attaccanti dei "Red Devils", per poi perdersi in una serie infinita di prestiti infruttuosi nelle serie inferiori inglesi. Anche il brasiliano Kenedy, acquistato dal Chelsea con grandi speranze e paragonato a campioni affermati, non è mai riuscito a trovare la necessaria continuità, trasformandosi in un eterno girovago del calcio europeo senza mai esplodere definitivamente.
Il resto della lista comprende profili che hanno vissuto carriere oneste ma prive di quel salto di qualità mondiale predetto da Messi quasi dieci anni fa. Gyasi Zardes e Khiry Shelton sono rimasti confinati principalmente nel contesto della Major League Soccer americana, dove hanno costruito percorsi solidi e rispettabili ma distanti dai palcoscenici d'élite del calcio europeo. Marcos "Rony" Lopes, dopo un'ottima stagione al Monaco che sembrava preludere a un futuro radioso, ha faticato a imporsi in club di prima fascia come il Siviglia, mentre Maxwel Cornet, pur avendo vissuto momenti di gloria al Lione specialmente nelle notti di Champions League, si è stabilizzato come un buon giocatore di rotazione in Premier League. In definitiva, la lista del 2015 ci ricorda quanto sia sottile il filo che separa una giovane promessa da un campione affermato: nemmeno l'occhio clinico di un genio assoluto come Lionel Messi può garantire il successo in un mondo estremamente competitivo e imprevedibile come quello del calcio professionistico moderno.

















