Domenica prossima non sarà una giornata come le altre per Oliver Glasner. L'allenatore austriaco si appresta a varcare nuovamente i cancelli di Selhurst Park, ma questa volta lo farà sedendo sulla panchina del Nottingham Forest. Il clima che lo attende è un misto di profonda gratitudine per i trionfi passati e di tensione elettrica dovuta alla recente e aspra rivalità tra i due club. Il Forest, infatti, ha soffiato il posto in Europa League proprio al Crystal Palace durante la scorsa stagione, innescando una serie di frizioni diplomatiche e legali che hanno reso i rapporti tra le due dirigenze estremamente tesi. Nonostante ciò, Glasner cerca di mantenere un profilo basso, pur sapendo che gli occhi di tutta la Premier League saranno puntati su di lui in questa sfida dal sapore agrodolce.
Oltre all'aspetto puramente sportivo, la partita è caricata da una battaglia legale che vede protagonista il proprietario del Nottingham Forest, Evangelos Marinakis. Il magnate greco ha infatti intentato una causa per diffamazione contro il Crystal Palace a causa di uno striscione esposto dai tifosi delle "Eagles", ritenuto offensivo e lesivo della sua immagine. A questo si aggiunge il risentimento per la denuncia presentata dal Forest alla UEFA riguardante le violazioni delle regole sulla proprietà multi-club, mossa che ha portato all'esclusione del Palace dalle competizioni europee a favore dei "Tricky Trees". In questo scenario di carte bollate e accuse reciproche, l'approdo di Glasner al Nottingham, avvenuto appena quaranta giorni dopo aver sollevato la Conference League con il Palace, ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco di una rivalità ormai conclamata tra le due tifoserie.
Per spiegare il suo complesso stato d'animo, Glasner ha fatto ricorso alla letteratura classica, citando il "Faust" di Johann Wolfgang von Goethe. "Due cuori battono nel mio petto", ha dichiarato il tecnico toccandosi il torace, sottolineando il legame indissolubile con un club che ha guidato verso i trionfi più importanti della sua storia recente. Sotto la sua gestione, il Crystal Palace ha vissuto un'epoca d'oro senza precedenti, conquistando la FA Cup nello storico scenario di Wembley e la Conference League nella finale di Lipsia lo scorso maggio, oltre alla vittoria della Community Shield. Questi successi hanno cementato il suo status di leggenda tra i tifosi, tanto che il presidente del Palace, Steve Parish, ha espresso pubblicamente il desiderio che l'austriaco riceva un'accoglienza da eroe, nonostante il passaggio ai rivali diretti.
L'allenatore ha tenuto a precisare che il suo passaggio al Nottingham Forest non è stato un atto di tradimento premeditato o una scelta contro il suo vecchio club. Glasner ha rivelato di aver deciso di non rinnovare il contratto con il Palace già nell'ottobre dell'anno precedente, ben prima che si profilasse l'opportunità concreta di cambiare panchina in estate. "Non c'era alcun piano prestabilito affinché diventassi l'allenatore del Forest, a volte nella vita accadono cose inaspettate", ha spiegato, invitando i tifosi a ricordare la gioia vissuta durante le finali vinte piuttosto che l'amarezza dell'addio. Nonostante il rapporto di stima reciproca con la dirigenza londinese, Glasner rimane un uomo schietto, ricordando anche i momenti difficili come quando, durante una crisi di risultati, invitò i sostenitori a restare umili. Oggi, la sua missione è portare il Nottingham Forest verso nuovi traguardi, consapevole che il passato non si cancella ma che il presente richiede totale dedizione.

















