Il 9 ottobre non è una data qualunque per la città di Valencia; è il giorno della Comunità Valenciana, una ricorrenza intrisa di orgoglio, storia e identità locale. In oltre un secolo di vita dello stadio Mestalla, uno dei templi più iconici e leggendari del calcio spagnolo, il club blanquinegro ha avuto raramente l'opportunità di scendere in campo tra le mura amiche proprio in questa giornata festiva. Le statistiche storiche rivelano infatti che il Valencia ha disputato soltanto quattro incontri ufficiali in casa durante questa specifica ricorrenza, trasformando però ogni singola apparizione in una vera e propria celebrazione sportiva per il proprio pubblico. Con tre vittorie schiaccianti e un solo pareggio di altissimo prestigio, il 9 ottobre si è confermato nel tempo un alleato fedele per la squadra, capace di ispirare prestazioni memorabili che sono rimaste scolpite nella memoria dei tifosi.

L'ultimo precedente cronologico in ordine di tempo risale ormai a ben quarantatré anni fa, precisamente al 1983, quando il Valencia ospitò l'Espanyol in una sfida che si trasformò rapidamente in un monologo assoluto dei padroni di casa. Quella sera, il tabellino finale recitò un netto 4-0 a favore dei valenciani, con la particolarità suggestiva che tutte le marcature furono firmate da giocatori nati proprio nella regione, rendendo l'omaggio alla Comunità ancora più autentico: una doppietta di Roberto Fernández e i gol di Saura e César Ferrando suggellarono un trionfo identitario senza precedenti. Le cronache dell'epoca, scritte dal giornalista Pepe Corbín per il quotidiano Marca, descrissero l'incontro con toni entusiastici, titolando in modo perentorio che il Valencia aveva letteralmente travolto la compagine catalana. Secondo il racconto del cronista, la superiorità fu talmente evidente che la squadra avrebbe potuto incrementare ulteriormente il bottino di reti, ma scelse di non infierire una volta messo al sicuro il risultato, ritenendo non necessario cercare altri gol.

Andando ancora più a ritroso nel tempo, gli anni Sessanta hanno regalato altre due serate di gloria assoluta sotto i riflettori del Mestalla in concomitanza con la festa regionale. Nel 1966, il pubblico valenciano assistette a un vero e proprio festival del gol contro il Sabadell, un incontro terminato con un roboante 6-1 che resta ancora oggi una delle vittorie più larghe mai ottenute dal club in questa data simbolica. Solo un anno prima, nel 1965, era stato il Maiorca a cadere sotto i colpi dell'attacco blanquinegro, uscendo dal campo sconfitto con un pesante 4-1. Questi successi consecutivi consolidarono l'idea di un Mestalla quasi inespugnabile durante le celebrazioni della Comunità, un periodo storico in cui il club lottava costantemente per le posizioni di vertice della classifica spagnola, trascinato da un entusiasmo popolare travolgente che rendeva ogni partita casalinga un evento sociale imperdibile.

L'unico risultato diverso dalla vittoria in questo ruolino di marcia quasi perfetto è rappresentato dal pareggio ottenuto nel lontano 1949 contro i giganti del Real Madrid. In quell'occasione, la sfida terminò con un pirotecnico 2-2, un punteggio comunque di enorme valore considerando la caratura dell'avversario e il contesto dell'epoca. Per il Valencia andarono a segno Antonio Fuertes e Silvestre Igoa, mentre le reti madridiste portarono la firma di Luis Muñoz e beneficiarono di uno sfortunato autogol di Luis Díaz. Nonostante la mancata vittoria, quel pareggio contribuì ad alimentare la leggenda di una data magica per il club, capace di fermare anche le corazzate più blasonate. Oggi, mentre la società si prepara alla transizione verso il futuro Nou Mestalla e affronta le sfide del calcio moderno, questi ricordi storici assumono un valore ancora più profondo, ricordando a tifosi e appassionati quanto il legame tra la squadra e il suo territorio sia radicato nel tempo e nelle tradizioni più care alla popolazione.