Mikel Arteta ha saputo plasmare diverse identità per il suo Arsenal sin dal suo arrivo sulla panchina londinese nel 2019. Inizialmente, il tecnico spagnolo aveva ereditato una squadra priva di anima e identità, riuscendo però a conquistare la FA Cup già nella sua prima stagione grazie a un approccio estremamente pragmatico e difensivo, spesso affidandosi a una retroguardia a cinque. Con il passare degli anni, i Gunners si sono evoluti verso un calcio d'attacco fluido e spettacolare, raggiungendo un'importante maturità tattica nel 2022, prima di trasformarsi in una macchina da guerra fisica e votata al controllo totale del match. Questa crescita costante ha finalmente portato alla conquista del titolo di Premier League, un traguardo che sembra aver liberato Arteta da ogni pressione, spingendolo oggi verso una nuova e audace fase di sperimentazione tattica.
Tuttavia, questa maggiore propensione al rischio ha mostrato il suo rovescio della medaglia nella recente e pesante sconfitta per 3-0 subita contro il Brighton, maturata proprio prima della sosta per le nazionali. Fabian Hurzeler, il giovane tecnico dei Seagulls, ha orchestrato una prestazione dominante che ha messo in seria crisi i campioni in carica, rifiutando ogni tatticismo rinunciatario e giocando a viso aperto. Al termine della gara, Arteta ha ammesso con grande onestà intellettuale: "Il Brighton è stato davvero bravo", riconoscendo la superiorità degli avversari in una giornata storta per i suoi uomini. Nonostante questo passo falso abbia generato un clima di incertezza nell'ambiente, non bisogna dimenticare che l'Arsenal aveva vinto tutte le partite precedenti di questa stagione, dimostrando una solidità che resta il punto di partenza per le ambizioni future del club.
Il cuore del cambiamento attuale risiede nella gestione del centrocampo e nella costruzione della manovra dal basso. Se nella passata stagione l'equilibrio era garantito dalla presenza di Martin Zubimendi come vertice basso e Declan Rice nel ruolo di incursore a tutto campo, oggi Arteta sta puntando con decisione sul talento del giovane Myles Lewis-Skelly. Il ventenne è stato promosso a perno centrale della squadra, un ruolo di enorme responsabilità che ha permesso ai londinesi di ritrovare slancio e imprevedibilità. In fase di possesso, l'Arsenal adotta ora un modulo 3-1-6 estremamente aggressivo: Declan Rice si abbassa sulla linea dei difensori per affiancare Ezri Konsa e Gabriel Magalhaes, creando una base a tre che permette a Lewis-Skelly di agire come unico riferimento per collegare la difesa all'attacco.
Questa struttura non è affatto statica, poiché Arteta richiede un dinamismo costante ai suoi interpreti più tecnici per non dare punti di riferimento alle difese avversarie. Giocatori come l'italiano Riccardo Calafiori, Ben White e il capitano Martin Odegaard si alternano nel ripiegare profondamente, trasformandosi in un quinto uomo aggiunto alla base della manovra per creare superiorità numerica attraverso schemi che variano continuamente dal 3-2 al 4-1. Questa strategia costringe gli avversari a una reattività costante che spesso risulta impossibile da mantenere per l'intera durata dell'incontro. In assenza di un pilastro come William Saliba, l'arretramento di Rice non solo garantisce copertura, ma sfrutta appieno le sue doti di passatore e la sua capacità di progressione palla al piede, evitandogli di restare intrappolato negli spazi stretti della trequarti.
L'evoluzione tattica dell'Arsenal rappresenta dunque un tentativo ambizioso di rendere la squadra meno prevedibile e ancora più dominante sul piano del palleggio. La sfida principale per Arteta sarà quella di bilanciare questa nuova spinta offensiva con la necessità di non esporsi eccessivamente alle ripartenze letali degli avversari, come tragicamente accaduto nella sfida contro il Brighton. La classifica di Premier League resta estremamente corta e ogni dettaglio tattico può fare la differenza nella corsa alla riconferma del titolo nazionale. Con l'inserimento di nuovi innesti e la crescita esponenziale dei giovani del vivaio, i Gunners si preparano ad affrontare la fase calda della stagione con la consapevolezza di avere un allenatore pronto a tutto pur di mantenere il club ai vertici del calcio mondiale.

















