Alessandro Onorato, assessore della Giunta capitolina con delega allo Sport, agli Eventi Internazionali, alla Moda e al Turismo, è tornato a difendere il progetto dello stadio Flaminio della Lazio. Ospite di Radio Radio, ha respinto con fermezza le accuse secondo cui la proposta biancoceleste sarebbe solo apparenza o parte di un gioco sporco tra il club e l'amministrazione romana.
«Dire che il progetto è tutta fuffa, come se il Comune stesse nascondendo qualcosa o fosse complice in qualche intrigo con la Lazio, lo trovo profondamente offensivo», ha dichiarato Onorato. L'assessore ha riconosciuto il momento di tensione tra la società biancoceleste e i suoi tifosi, ma ha voluto sottolineare che le istituzioni operate con massima trasparenza. «Il progetto presentato dalla Lazio è approfondito, importante e meticolosamente curato. Non stiamo qui a fare giochetti».
Per quanto riguarda la fattibilità tecnica dell'intervento, Onorato ha ribadito che non spetta a lui valutar la sostenibilità economica e urbanistica: saranno i tecnici del Comune, della Regione Lazio, dei vari ministeri e del Governo a esprimersi durante la conferenza dei servizi, prevista nei prossimi giorni. «Affermare che la Lazio ha mandato duemila pagine vuote, cioè dei meri coriandoli, è semplicemente inaccettabile e scorretto. Questo non lo tollero».
La conferenza dei servizi avrà il compito di verificare la sostenibilità economica e urbanistica del progetto, oltre a questioni complesse come il vincolo della Sovrintendenza dello Stato sul sito archeologico. In caso di mancato finanziamento privato, Onorato ha confermato che il Comune sarebbe disposto a intervenire economicamente, anche se l'obiettivo primario non è realizzare un impianto con caratteristiche internazionali, bensì evitare che l'attuale struttura del Flaminio continui a deteriorarsi.
L'assessore ha inoltre mostrato comprensione verso i cittadini che abitano nei pressi dello stadio e che nutrono preoccupazioni legittime per il cantiere e i suoi effetti sulla zona. Tuttavia, ha ritenuto inaccettabile che vengano già espresse valutazioni negative sul progetto senza neppure attendere l'avvio ufficiale dei procedimenti di valutazione tecnica: «Se la conferenza dei servizi non è nemmeno iniziata e già si proclama il fallimento, quello non è ragionevole».

