Il Siviglia sembra aver finalmente imboccato la strada giusta per lasciarsi alle spalle i fantasmi delle ultime stagioni, caratterizzate da una logorante lotta per non retrocedere che aveva minato le certezze di una delle piazze più calde di Spagna. La svolta decisiva è arrivata con l'insediamento di Luis García Plaza sulla panchina andalusa lo scorso marzo, quando è subentrato a Matías Almeyda in un momento di profonda crisi tecnica e d'identità. In stretta collaborazione con il nuovo direttore sportivo José Ignacio Navarro, che ha preso il posto di Antonio Cordón, il tecnico ha avviato una profonda ristrutturazione della rosa durante l'estate. Questa operazione non ha riguardato solo l'aspetto tattico, ma anche quello economico: la società ha infatti operato una vera e propria pulizia nello spogliatoio, liberandosi di ingaggi pesanti e profili poco funzionali al nuovo corso, seguendo una rigorosa tabella di marcia finanziaria necessaria per garantire la sostenibilità del club nei prossimi anni.

I frutti di questo meticoloso lavoro sono evidenti nei risultati ottenuti in questo avvio di stagione, con un bilancio incoraggiante di quattro vittorie, un pareggio e due sole sconfitte. È interessante notare come i passi falsi siano arrivati esclusivamente contro corazzate del calibro di Atlético Madrid e Barcellona, entrambe capaci di espugnare il fortino del Ramón Sánchez-Pizjuán ma non senza faticare. Nonostante i risultati negativi contro le big, la squadra ha dimostrato di saper competere ad armi pari per lunghi tratti dei match, riconquistando l'entusiasmo di una tifoseria che non ha mai smesso di sostenere i colori biancorossi. Nell'ultima sfida casalinga contro i catalani guidati da Hansi Flick, oltre 40.000 spettatori hanno affollato gli spalti, a testimonianza di un legame viscerale ritrovato tra la piazza e un gruppo che fa della grinta e della dedizione assoluta il proprio marchio di fabbrica.

Analizzando i numeri della retroguardia, il Siviglia ha incassato nove reti in sette giornate, un dato che però va letto con estrema attenzione per comprenderne il reale valore: ben sei di questi gol sono stati subiti complessivamente nelle due sfide contro Atlético e Barcellona. Nelle restanti cinque partite, la difesa andalusa si è dimostrata quasi impermeabile, concedendo solo tre marcature totali contro Rayo Vallecano, Athletic Bilbao ed Espanyol. Protagonisti di questa ritrovata solidità sono stati senza dubbio il nuovo acquisto Juan Iglesias, capace di dare equilibrio al reparto e di risultare decisivo anche in fase offensiva con un gol pesante contro il Valencia, e il giovane Kike Salas, che sta offrendo prestazioni di altissimo livello per continuità e personalità. Anche la vittoria esterna contro il Deportivo La Coruña, firmata da Miguel Sierra, ha confermato la capacità della squadra di saper soffrire e colpire nei momenti cruciali, interrompendo l'imbattibilità interna dei galiziani.

L'identità tattica impressa da García Plaza si fonda su una pressione ultra-offensiva, portata con coraggio indipendentemente dal blasone dell'avversario di turno. I dati statistici attuali collocano infatti il Siviglia tra le migliori squadre dei cinque maggiori campionati europei per numero di palloni recuperati nella metà campo avversaria e per intensità del pressing collettivo. Tuttavia, restano dei margini di miglioramento, specialmente nella gestione dei novanta minuti contro avversari di caratura superiore e nella profondità della panchina, che deve ancora dimostrare di poter mantenere alto il livello qualitativo durante le rotazioni. Sul fronte offensivo, la cooperativa del gol funziona bene con dieci reti realizzate da nove marcatori diversi, ma la gerarchia per il ruolo di centravanti è ancora in divenire: al momento il giovane Stassin sembra aver vinto il ballottaggio con Robbie Ure, ancora a secco di marcature. Il calendario ora metterà alla prova le ambizioni andaluse con due trasferte consecutive molto impegnative contro Levante e Real Madrid.