Ciro Immobile è tornato a riflettere sulla sua straordinaria esperienza alla Lazio durante un'intervista a SkyCalcio Unplugged, toccando temi che vanno dal suo passato biancoceleste alle prospettive della Nazionale azzurra, fino alle ragioni che l'hanno portato a trasferirsi al Paris FC.

L'ex centravanti laziale non nasconde il rammarico per come si è conclusa la sua avventura romana. «Avrei preferito terminare la carriera alla Lazio in maniera più consona», ha spiegato Immobile. «Mi sarebbe piaciuto aspettare la scadenza naturale del contratto e congedarmi dai tifosi con il rispetto che meritavano, dato tutto quello che abbiamo vinto insieme». Anche l'addio con il Bologna, secondo l'attaccante, non ha completamente colmato questa lacuna emotiva. «I tifosi laziali rappresentano davvero lo spettacolo quando riempiono lo stadio: quella passione ti spinge a dare il massimo. Spero che si riavvicinino presto alla squadra».

Per quanto riguarda il rapporto con Simone Inzaghi, Immobile non usa mezzi termini nel riconoscere il valore del tecnico. «Con lui ho ottenuto i migliori risultati della mia carriera», afferma con convinzione. «Quello che ammiro di Inzaghi è la sua capacità di gestire il gruppo: penso che sia la vera chiave del mestiere. In tutte le mie esperienze ho potuto verificare come questa dote sia fondamentale». Immobile rivela inoltre di avere un debole per il giovane attaccante Pio Esposito, che secondo lui rappresenta il talento più promettente tra le nuove leve italiane. «Lo seguivo già da prima e mi piace il suo sviluppo. Gioca in un grande club circondato da ottimi giocatori, il che favorisce la sua crescita».

Sul fronte della Nazionale, Immobile analizza la situazione con obiettività. Sottolinea come il peso della maglia azzurra rappresenti un fardello importante, ma ritiene che giocatori come Gigio Donnarumma, Barella e Bastoni abbiano ormai le spalle abbastanza larghe per gestirlo. «La pressione della prima partita se l'è tolta e ora la mente è più libera», osserva. A inizio stagione, racconta, Gattuso si è presentato a Bologna per comunicargli che rimaneva in ballottaggio per le convocazioni. «Se fossi stato in condizioni diverse, avrei potuto ancora dargli una mano».

Immobile non manca di toccare il tema della Serie A contemporanea. Secondo lui, il campionato italiano pecca in velocità di gioco rispetto ai principali competitori europei e ha assunto un carattere sempre più tattico. «Le squadre di Inzaghi e Sarri dove ho giocato erano costruite per essere aggressive e verticalizzare rapidamente», spiega. «Oggi ci sono meno spazi e opportunità per attaccanti come me». Infine, il trasferimento al Paris FC rappresenta una nuova sfida affascinante: «È un club prestigioso e in ascesa. Ho voluto dimostrare che non sono quello che la gente potrebbe aspettarsi: ho lasciato sorprendentemente buone impressioni».