La Premier League potrebbe trovarsi di fronte a una situazione senza precedenti nella prossima stagione: ben undici club inglesi potrebbero ritrovarsi a competere nelle coppe europee contemporaneamente, con evidenti ripercussioni sui calendari e sulla gestione delle competizioni.

Attualmente, solo Arsenal e Liverpool rappresentano il calcio inglese nella Champions League in questa stagione, dopo che Chelsea, Manchester City, Tottenham e Newcastle sono stati eliminati ai sedicesimi. Tuttavia, le speranze inglesi rimangono vive in altre competizioni: Aston Villa e Nottingham Forest si giocano il passaggio ai quarti di finale dell'Europa League, mentre Crystal Palace scenderà in campo il prossimo mese in Conference League. Questo scenario, sommato alla lotta ancora apertissima per i piazzamenti europei nella Premier stessa, crea le condizioni per un'esplosione di partecipanti europei.

Il caso più virtuoso riguarda Liverpool, che affronterà il Paris Saint-Germain nei quarti di Champions e potrebbe vincere il torneo pur finendo fuori dalla top 5 del campionato inglese. Aston Villa sfiderà il Bologna in Europa League nelle stesse condizioni. Se entrambe le squadre raggiungessero il trionfo continentale mantenendosi fuori dalle prime cinque posizioni in Premier, il calcio inglese si ritroverebbe con ben sette rappresentanti in Champions per la stagione 2026/27: le cinque squadre piazzate nei migliori posti della lega più i vincitori europei di Liverpool e Villa. L'Inghilterra, inoltre, è ritenuta estremamente probabile ricevere da UEFA uno dei due posti di merito riservati alle nazionali con il miglior coefficiente.

Ma c'è un terzo elemento che complica ulteriormente il quadro: Crystal Palace. Se i londinesi riuscissero a sorprendere in Conference League conquistando il trofeo, e allo stesso tempo finissero fuori dalla sesta posizione del campionato, la cascata di qualificazioni europee continuerebbe con altre due squadre della Premier che avrebbero accesso alle competizioni internazionali. Questo sommario di vittorie e piazzamenti specifici porterebbe il totale dei club inglesi in Europa a quota undici.

Sebbene si tratti di uno scenario altamente improbabile, la semplice possibilità di una tale concentrazione di impegni europei pone interrogativi seri sui calendari e sulla sostenibilità dello sforzo fisico per i club coinvolti. Le autorità calcistiche dovranno monitorare attentamente l'evolversi della situazione nelle prossime settimane, in vista di possibili ripercussioni organizzative per la prossima annata.