La visita di Nigel Farage all'Ipswich Town continua a far discutere il mondo del calcio inglese, ma il politico non sembra intenzionato a fermarsi qui. Proprio in questi giorni, il leader di Reform UK ha rivelato di aver ricevuto un invito anche dallo Sunderland per assistere a una partita allo Stadium of Light. Durante un'intervista a ITV News, il 61enne ha dichiarato: «Ho parlato con uno dei direttori, e vorrebbero molto che venissi a una partita casalinga. Se riuscirò a farlo, verrò».

La notizia arriva a pochi giorni dalla controversia scatenata dai selfie e dalle foto pubblicati da Farage durante la sua permanenza al Portman Road, dove era stato ritratto negli spogliatoi e in panchina indossando una maglia personalizzata dell'Ipswich. Quella visita aveva generato critiche sia tra i tifosi che nei media locali. L'Ipswich Town, che milita in Championship e ambisce alla promozione in Premier League, ha prontamente rilasciato un comunicato chiarificatore. Il club ha sottolineato come nel corso degli anni abbia ospitato rappresentanti di diverse forze politiche, precisando: «L'Ipswich Town rimane apolitica e non sostiene né appoggia alcun individuo o partito». La società ha inoltre ribadito il proprio impegno verso l'inclusività e la diversità, affermando che continuerà a interagire con esponenti di tutto lo spettro politico come parte del suo ruolo comunitario.

Anche l'Ipswich Town Supporters Club ha voluto intervenire sulla questione, ringraziando pubblicamente i tifosi che hanno espresso il proprio parere sulla visita dell'esponente politico. Il comunicato dello storico organo rappresentativo dei supporter evidenzia l'importanza del dialogo costruttivo tra club e base calcistica.

Dal canto suo, lo Sunderland si trova in una stagione particolarmente positiva: i Black Cats hanno conquistato la promozione in Premier League lo scorso estate e attualmente occupano l'undicesima posizione in classifica con 43 punti, con ancora sette partite da disputarsi. Un progetto calcistico interessante che potrebbe aver attirato l'attenzione del politico britannico, noto per le sue posizioni divisive anche in ambito mediatico.