L'Everton ha deciso di offrire a David Moyes un prolungamento contrattuale nel corso della prossima estate, come riconoscimento per la trasformazione radicale compiuta sulla squadra. Il tecnico scozzese, arrivato nel gennaio 2024 quando il club era quasi alla portata della zona retrocessione, ha ribaltato completamente le prospettive dei Toffees, portandoli all'ottavo posto in classifica, solamente tre punti dietro alle posizioni che garantirebbero l'accesso alle coppe europee.

Moyes aveva sottoscritto un accordo biennale e mezzo quando ha sostituito Sean Dyche sulla panchina di Liverpool. In quel momento l'Everton navigava in acque pericolose, con un margine minimo dal baratro. Gli attuali proprietari, il gruppo Friedkin - che aveva completato l'acquisizione del club per 400 milioni di sterline soltanto un mese prima - consideravano inizialmente l'assunzione del sessantaduenne come una soluzione provvisoria. Ora però la visione è completamente mutata: la proprietà texana, guidata dal presidente Dan Friedkin, ritiene che Moyes sia la figura giusta per guidare il progetto nel lungo periodo.

I colloqui ufficiali per il rinnovo non avranno luogo prima della conclusione della stagione, ma l'ottimismo all'interno del club è palpabile. Lo stesso Moyes ha mantenuto un profilo basso sulla questione, dichiarando la scorsa settimana di non essere particolarmente preoccupato dall'argomento e di trovarsi tranquillo nella sua posizione. Un eventuale nuovo accordo dovrebbe includere anche una maggiore influenza del manager nelle scelte di mercato, esattamente come accadde durante il suo primo periodo alla guida dell'Everton tra il 2002 e il 2013.

All'interno del club sussiste la consapevolezza che Moyes raggiunge il massimo delle sue potenzialità quando lavora con calciatori di esperienza consolidata, come evidenziato dai recenti acquisti di Jack Grealish e Kiernan Dewsbury-Hall dello scorso anno. Un approccio diametralmente opposto rispetto alla puntata su giovani talenti ancora acerbi, il cui progetto si è rivelato meno produttivo nel breve termine.

Un elemento di complessità potrebbe sorgere dal fatto che il gruppo Friedkin è proprietario anche della Roma, attualmente sesta in Serie A. Le normative UEFA vietano che club controllati dalla medesima entità partecipino alla stessa competizione europea, un principio già applicato nella stagione in corso quando il Crystal Palace è stato costretto a retrocedere in Conference League per evitare uno scontro con il Lyon, anch'esso sotto controllo Friedkin. Tuttavia, il gruppo americano ha confermato di avere una soluzione strutturale alternativa già predisposta, che consentirebbe ad entrambi i club di competere nello stesso torneo qualora entrambi si qualificassero, una strada già seguita da Manchester City e Manchester United nella loro gestione di multi-club group.