Scontro in corso tra il Napoli e Romelu Lukaku. L'attaccante belga ha deciso di non tornare al centro di allenamento della squadra giovedì scorso, preferendo prolungare il suo soggiorno in Belgio per continuare il recupero atletico in via autonoma. Una scelta che ha innescato una reazione compatta dalla società azzurra, che non intende tollerare ulteriori ritardi.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, i medici belgi hanno consigliato a Lukaku di intensificare il suo lavoro personalizzato, ritenendo che il suo stato di forma sia ancora lontano dagli standard richiesti per affrontare gli impegni decisivi della stagione e prepararsi adeguatamente in vista dei Mondiali 2026. L'ex Inter ha quindi preferito restare ad Anversa, convinto che il lavoro individuale sia più efficace rispetto alle sedute collettive con i compagni. La sua stima? Saranno necessari almeno sette-dieci giorni prima di essere pronto a ripresentarsi a Castel Volturno.

Ma il Napoli non è disposto ad aspettare. Secondo Sky Sport Italia, la dirigenza partenopea ha lanciato un ultimatum chiaro: rientro entro martedì prossimo oppure scatteranno sanzioni disciplinari concrete, inclusa l'esclusione dalla rosa. Una linea dura che sottolinea quanto sia compromessa la fiducia tra il club e il giocatore belga. Lukaku è ben consapevole che Rasmus Hojlund si è imposto come principale opzione offensiva della squadra di Conte e teme che gli allenamenti con i partenopei non possano accelerare il suo recupero atletico.

Il numero nove azzurro sta pagando una stagione complicata. Dopo aver subito un grave infortunio muscolare ad agosto, è rientrato solo da poche settimane ma con un minutaggio molto limitato: appena 40 minuti in Serie A da inizio anno, conditi da un solo gol in sette presenze complessive tra tutte le competizioni. Una produttività che non soddisfa né il club né lo stesso giocatore, che ora si trova alle prese con una questione che va oltre il semplice aspetto fisico.