La pausa per gli impegni delle nazionali è arrivata nel momento migliore per il Napoli. Quattro successi consecutivi contro Verona, Torino, Lecce e Cagliari hanno consolidato la squadra azzurra, ma quando si torna in campo tutto può cambiare. Conte lo sa bene, visto che gli ultimi tre stop per le soste internazionali hanno raccontato storie molto diverse tra loro. La ripresa prevista per il 31 marzo al San Paolo contro il Milan di Allegri sarà il vero test per misurare la solidità conquistata.
La storia recente del Napoli dopo gli stop ricorda come il contesto cambi tutto. Nei primi due turni di campionato, prima della sosta iniziale, arrivarono vittorie su Sassuolo e Cagliari che permisero al club di Aurelio De Laurentiis di chiudere gli affari di mercato con serenità. Al ritorno, a Firenze, il debutto di Hojlund con gol e gli inserimenti di De Bruyne e Beukema regalarono una vittoria per 3-1 che fece credere nella qualità della rosa. Tuttavia, la seconda interruzione, quella di ottobre, portò tempesta. In pochi giorni vennero gli insuccessi contro il Torino in campionato e contro il Psv in Champions League (6-2), momenti che evidenziarono fragilità tattiche e mentali.
Tutto cambiò dopo la pausa di novembre. Quella volta il Napoli arrivò dalla sconfitta al Dall'Ara contro il Bologna (0-2) in un clima pesante. La rinascita iniziò con lo sfogo liberatorio di Conte: "Morti non ne voglio accompagnare". Poi i giorni torinesi con la famiglia per recuperare energie, il post di De Laurentiis che rinnovava la fiducia al suo allenatore sottolineando l'importanza di "un uomo vero" come Antonio Conte, e soprattutto la rivoluzione tattica. Dal 3-5-2 al 3-4-2-1, con gli esterni offensivi Neres e Lang in versione europea, il Napoli risorse. Quella mossa strategica ha tracciato il corso di tutta la stagione fino alla conquista della Supercoppa.
Ora la sfida è mantenere quella traiettoria. Con il calendario fitto di impegni ogni tre giorni tra Serie A e Champions League, la prossima sosta internazionale rappresenta un'occasione per ricaricarsi. Ma Conte non può permettersi ripetizioni dei problemi di ottobre. L'obiettivo è esplicito: blindare la zona Champions e provare a insidiare chi sta davanti. Il primo passo arriva subito con il Milan, una gara che dirà molto sulla maturità raggiunta dal gruppo in questi mesi.













