L'Inter si ritrova a fare i conti con un nemico insidioso: l'incapacità di chiudere le partite. Nelle ultime due sfide, contro Atalanta e Fiorentina, la squadra nerazzurra ha ripetuto lo stesso copione fallimentare: vantaggio conquistato nella prima frazione, pareggio incassato allo scadere. Due occasioni sprecate che hanno fruttato soli quattro punti, quando ne sarebbero potuti arrivare sei. Sommando questi risultati deludenti ad altri cali di concentrazione nel corso della stagione, il bilancio complessivo dei punti persi negli ultimi minuti tocca la cifra allarmante di dodici.

I numeri evidenziano la gravità della situazione: su ventiquattro reti subìte in campionato, ben otto sono state concesse dopo l'ottantesimo minuto. Una proporzione inquietante che rappresenta un terzo del totale e non può essere considerata una semplice coincidenza. Anche in Europa la maledizione continua: l'Inter ha subìto gol allo scadere contro Atletico Madrid e Liverpool, compromettendo significativamente il cammino in Champions League e la possibilità di accesso diretto agli ottavi di finale.

Ciò che preoccupa maggiormente lo staff tecnico, incluso Chivu che dalla panchina monitora la situazione, è che il difetto non sembra legato a una questione di condizione atletica. A differenza della scorsa stagione, quando il calo fisico nei minuti finali era evidente, quest'anno il problema appare principalmente di natura mentale. Sia nei confronti di Atalanta che Fiorentina, la squadra ha deciso di gestire il vantaggio invece di continuare ad attaccare, adottando un atteggiamento quasi speculativo che si è rivelato controproducente. Questa lettura tattica sbagliata ha scatenato le critiche di chi segue la squadra, non solo dai banchi di panchina.

Paradossalmente, una volta subìto il gol pareggiando, l'Inter ha immediatamente ripreso a giocare con aggressività, sfiorando persino il raddoppio. Questo dato dimostra chiaramente come non manchi l'energia per concludere i match, bensì la giusta mentalità nei momenti cruciali. Il cambio di atteggiamento è diventato indispensabile per non vanificare il lavoro svolto finora da Lautaro e dai compagni, che li ha portati a competere ai vertici della classifica.

Nelle giornate che rimangono da disputare, ogni errore avrà un costo potenzialmente proibitivo. Per questa ragione, la tenuta mentale dovrà raggiungere i massimi livelli: l'Inter non può permettersi ulteriori scivoloni nei finali se intende coronare gli sforzi della stagione con un risultato positivo.