Rodri, perno fondamentale del centrocampo del Manchester City per anni prima del suo recente trasferimento al Barcellona, ha rotto il silenzio sulla delicata questione giudiziaria che coinvolge il club inglese. Durante una conferenza stampa alla vigilia della sfida di Nations League tra Spagna e Inghilterra a Wembley, il trentenne spagnolo ha espresso piena fiducia nella dirigenza dei Citizens. Nonostante la Premier League abbia inizialmente riscontrato la colpevolezza del club per la maggior parte delle 115 accuse di violazione delle norme finanziarie, Rodri ha ribadito che all'interno dello spogliatoio la versione ufficiale è sempre stata una sola: la totale estraneità ai fatti. Il calciatore ha sottolineato come la società abbia costantemente trasmesso un messaggio di tranquillità a tutti i tesserati, assicurando che ogni operazione è stata condotta nel pieno rispetto delle regole vigenti e che la verità emergerà durante l'appello.
Per giustificare la sua posizione, Rodri ha richiamato alla memoria il precedente del 2020, quando il Manchester City fu inizialmente squalificato dalle competizioni europee per due anni dalla UEFA, salvo poi essere prosciolto dal Tribunale Arbitrale dello Sport. "Abbiamo già vissuto una situazione simile in passato, con un processo giudiziario quasi identico nelle dinamiche, seppur basato su accuse differenti", ha spiegato il centrocampista. Secondo lo spagnolo, anche in quell'occasione il club fu dichiarato colpevole in prima istanza, ma la successiva assoluzione ha rafforzato la convinzione dei giocatori nella correttezza dell'operato societario. Rodri ha dichiarato esplicitamente di credere nel sistema giudiziario e, soprattutto, nella trasparenza del club che lo ha portato ai vertici del calcio mondiale, invitando tutti ad attendere l'esito dei ricorsi prima di emettere sentenze definitive che potrebbero danneggiare l'immagine della squadra.
Uno dei temi più caldi riguarda la possibilità che al Manchester City vengano revocati i trofei vinti durante il periodo oggetto dell'indagine, un arco temporale in cui la squadra ha collezionato ben otto titoli, tra cui tre Premier League e una FA Cup. Rodri è stato categorico su questo punto, affermando che nessuno potrà mai cancellare i traguardi raggiunti dai calciatori sul rettangolo verde con il sudore e la fatica. "Quello che abbiamo conquistato non ci può essere tolto, perché non è qualcosa che si compra con il denaro", ha dichiarato con fermezza l'ex numero 16. Il centrocampista ha ricordato i sacrifici quotidiani, la pressione costante e l'impegno profuso da ogni singolo componente della rosa per dominare una delle ere più competitive del calcio inglese, sottolineando che ogni vittoria è stata ampiamente meritata grazie al lavoro di squadra e alla dedizione mostrata in ogni singolo allenamento.
La vicenda non ha scosso solo il mondo dello sport, ma ha attirato l'attenzione anche delle alte sfere politiche britanniche, a dimostrazione della portata storica del caso. Il Primo Ministro Andy Burnham è intervenuto sulla questione, invitando l'opinione pubblica alla cautela e a uno studio approfondito del rapporto della commissione indipendente prima di trarre conclusioni affrettate che potrebbero rivelarsi errate. Burnham ha descritto il processo come estremamente complesso e aspro, suggerendo che la verità non sia così semplice come appare superficialmente nei titoli dei giornali. Mentre il Manchester City si prepara a dare battaglia nelle sedi legali per ribaltare il verdetto iniziale, l'intero panorama calcistico internazionale resta in attesa di capire quali saranno le reali conseguenze per uno dei club più potenti del pianeta, con lo spettro di sanzioni che potrebbero variare da pesanti multe fino alla clamorosa retrocessione o alla perdita dei titoli storici conquistati nell'ultimo decennio.

















