L'immagine di Mikel Oyarzabal inginocchiato sul prato del Mestalla, mentre colpisce rabbiosamente l'erba con la mano destra dopo un'occasione fallita, è l'emblema del momento difficile che sta attraversando il capitano della Real Sociedad. Il numero dieci basco ha raggiunto la soglia delle otto partite consecutive senza trovare la via della rete, un digiuno che inizia a pesare non solo sul morale del calciatore ma anche sulle dinamiche offensive della squadra di San Sebastián. Nonostante l'impegno costante e la centralità nel progetto tecnico di Imanol Alguacil, l'attaccante della nazionale spagnola non è ancora riuscito a sbloccarsi in questa nuova stagione, alimentando un dibattito mediatico sulla sua attuale condizione fisica e mentale. Tuttavia, analizzando la carriera del leader biancoblu, emerge chiaramente come queste partenze a rilento siano quasi una costante nel suo percorso professionale, preludio a improvvise fiammate realizzative.
Guardando indietro nel tempo, si nota come già nella stagione del suo debutto, la 2015-16, Oyarzabal dovette attendere la decima presenza ufficiale per esultare, riuscendo poi a segnare sei gol nelle successive quindici sfide. Lo scenario divenne ancora più critico nell'annata successiva, quando il primo sigillo arrivò soltanto alla diciottesima partita stagionale in Coppa del Re, mentre in campionato il digiuno si interruppe addirittura alla trentaquattresima giornata. In quel periodo, il capitano visse una siccità realizzativa durata ben diciotto incontri consecutivi, chiudendo l'anno con un bottino magro di sole quattro reti in quarantatré apparizioni totali. Questi numeri dimostrano che le difficoltà iniziali non sono una novità per il talento di Eibar, che ha spesso faticato a carburare nelle prime battute dei tornei nazionali ed europei.
Nonostante le partenze faticose, Oyarzabal ha quasi sempre garantito una produzione offensiva di alto livello una volta rotto l'incantesimo iniziale. Nella stagione 2017-18, dopo un avvio fulminante con cinque gol in sei gare, subì un arresto di sedici partite senza segnare, terminando comunque con quattordici centri complessivi. Un copione simile si è ripetuto nelle stagioni successive: nel 2018-19 impiegò otto turni per segnare su rigore e dodici per trovare un gol su azione, mentre nel 2020-21, dopo una fase centrale di quattordici match a secco, riuscì comunque a raggiungere quota tredici reti. Questa resilienza statistica suggerisce che, per il capitano della Real Sociedad, il problema non sia la qualità tecnica, ma una questione di ritmo partita che solitamente ritrova con il passare dei mesi e l'accumulo di minuti nelle gambe.
La storia recente conferma ulteriormente questa tendenza all'altalena realizzativa, influenzata anche dal grave infortunio al legamento crociato che ne ha condizionato il rendimento nel 2022. Dopo il lungo stop, Oyarzabal ha faticato a ritrovare il feeling con il gol su azione, ma nella scorsa stagione è tornato ai suoi massimi livelli toccando quota diciotto reti totali, eguagliando il suo record personale. Il fatto che quest'anno non abbia ancora timbrato il cartellino può essere attribuito a una preparazione estiva ridotta ai minimi termini, a causa degli impegni con la nazionale spagnola che lo hanno visto protagonista fino alla finale dell'Europeo. La Real Sociedad, attualmente impegnata a risalire la china in una Liga estremamente competitiva, attende con pazienza che il suo uomo simbolo ritrovi la lucidità sotto porta, consapevole che una volta sbloccato, il capitano saprà trascinare nuovamente i compagni verso le zone nobili della classifica.

















