Il clima nella capitale spagnola è diventato incandescente all'indomani della sconfitta del Real Madrid nel derby contro l'Atletico, disputato al Metropolitano. La dirigenza e l'ambiente dei "Blancos" sono letteralmente infuriati per la gestione arbitrale di Ortiz Arias, reo di non aver sanzionato con il cartellino rosso due interventi estremamente pericolosi avvenuti durante la prima frazione di gioco. Il primo episodio riguarda Cuti Romero, che ha affondato i tacchetti nel ginocchio di Jude Bellingham, mentre il secondo ha visto protagonista Kang-In Lee, autore di un'entrata a piede a martello sulla caviglia di Fede Valverde. Secondo la Casa Blanca, queste decisioni hanno pesantemente condizionato l'andamento di una sfida che fino a quel momento appariva in totale equilibrio, impedendo alla squadra di Ancelotti di giocare in superiorità numerica per gran parte della gara.
La reazione più dura è arrivata direttamente dai canali ufficiali del club, con Real Madrid TV che ha lanciato accuse pesantissime nei confronti del direttore di gara. Durante la trasmissione post-partita, i commentatori non hanno usato giri di parole, definendo l'operato di Arias come un errore premeditato o, in alternativa, il frutto di una mancanza di coraggio professionale. "O si tratta di un errore pianificato a tavolino oppure l'arbitro è un codardo privo di onore e di professionalità", è stato il grido di sdegno lanciato dall'emittente madridista. Il club sostiene apertamente che l'utilizzo della tecnologia VAR stia danneggiando l'integrità della competizione e che, in questa stagione, il Real Madrid sia la vittima principale di una serie di sviste tecnologiche e umane considerate del tutto inspiegabili.
Non poteva mancare l'intervento di José Mourinho, che in conferenza stampa ha messo in scena una delle sue celebri proteste plateali per difendere i colori del club. Lo "Special One" si è presentato davanti ai giornalisti portando con sé i fermi immagine dei due falli incriminati, mostrandoli come prova inconfutabile del torto subito durante il match. "La storia della partita è racchiusa interamente in queste immagini, si tratta di due espulsioni solari che non sono state ravvisate", ha dichiarato il tecnico portoghese con tono amaro e visibilmente contrariato. Mourinho ha poi rincarato la dose con una punta di sarcasmo rivolta al Comitato arbitrale spagnolo, criticando la scelta di designare per una sfida così delicata un arbitro di 41 anni che non possiede nemmeno la qualifica di internazionale, sottolineando come tale profilo non possa essere considerato all'altezza di un derby di tale importanza.
La rabbia del Real Madrid non nasce però solo dagli eventi del Metropolitano, ma rappresenta il culmine di un malcontento che si trascina dall'inizio del campionato. La dirigenza madrilena ha infatti stilato una sorta di dossier dei torti subiti nelle prime giornate, ricordando episodi come la mancata espulsione di Osorio per una gomitata ai danni di Huijsen nella sfida contro l'Elche. A questo si aggiunge la polemica per il rigore calciato da Kylian Mbappé a Siviglia: in quell'occasione, il Real aveva chiesto la ripetizione del penalty poiché Bartra era entrato in area prima dell'esecuzione, riuscendo poi a spazzare il pallone dopo la parata del portiere Valles. Questi precedenti alimentano la tesi di un sistema che, secondo i vertici del club, starebbe ostacolando sistematicamente la corsa dei campioni in carica verso il titolo nazionale.
Mentre il Real Madrid alza i toni, l'Atletico Madrid ha risposto con una provocazione ironica attraverso i propri profili social ufficiali. I "Colchoneros" hanno pubblicato un video che ritrae una fotocopiatrice intenta a stampare l'immagine di Mourinho con le foto dei falli, accompagnando il post con l'invito perentorio a smetterla di molestare e fare pressioni indebite sui direttori di gara. Anche Kylian Mbappé, impegnato a Zurigo per un evento pubblicitario, ha voluto commentare la situazione pur mantenendo un profilo più diplomatico rispetto al suo allenatore. L'attaccante francese ha ammesso di essersi fatto un'idea precisa su quanto accaduto in campo, pur sottolineando la sua riluttanza a parlare pubblicamente degli arbitri, ricordando però che anche i fischietti possono commettere errori che pesano come macigni sull'esito di una stagione intera.

















