Alejandro Garnacho sta vivendo un inizio di stagione estremamente complicato tra le fila dell'Aston Villa, sollevando seri interrogativi sul suo reale inserimento nel progetto tecnico di Unai Emery. Nonostante le grandi aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo in prestito dal Chelsea poco più di due mesi fa, il talento argentino non è ancora riuscito a convincere l'allenatore spagnolo della sua utilità tattica. Ad oggi, il suo contributo in campo è stato quasi nullo: appena 31 minuti complessivi suddivisi in tre brevi apparizioni da subentrato. Il suo impiego più lungo è stato un frammento di gara da 15 minuti contro l'Hull City, un dato allarmante per un calciatore che avrebbe dovuto rilanciarsi proprio al Villa Park dopo le recenti delusioni londinesi.

La situazione è precipitata nelle ultime settimane, con Garnacho che è rimasto seduto in panchina per tutte le ultime quattro partite ufficiali dei Villans. Anche sabato scorso, durante la combattuta vittoria per 3-2 ottenuta sul campo del Tottenham, l'esterno ha assistito all'intero match senza mai essere preso in considerazione per un ingresso a gara in corso. Questo isolamento tecnico richiama le difficoltà già vissute nella passata stagione al Chelsea, dove il suo rendimento era stato giudicato insufficiente rispetto all'investimento da 40 milioni di sterline sostenuto dai Blues per strapparlo al Manchester United. Con un solo gol e quattro assist in 24 presenze di Premier League lo scorso anno, il ventiduenne sembra trovarsi ora davanti a un bivio decisivo per la sua carriera professionistica.

Il metodo di lavoro di Unai Emery, tuttavia, suggerisce che non tutto sia ancora perduto, sebbene la strada sia in salita. Il tecnico spagnolo è noto per la sua estrema cautela nell'integrare i nuovi acquisti, preferendo che questi assimilino perfettamente i suoi complessi dettami tattici prima di concedere loro una maglia da titolare. Un esempio calzante è quello di Youri Tielemans, che nella scorsa stagione dovette attendere fino a novembre per partire dal primo minuto, diventando poi un pilastro della squadra. Al momento, però, Garnacho sembra essere scivolato in fondo alle gerarchie, superato non solo dai titolari ma anche da giovani promesse come George Hemmings, prodotto dell'accademia che ha saputo conquistare la piena fiducia di Emery, e dal nuovo acquisto Ibrahim Mbaye, arrivato dal Paris Saint-Germain per ben 47 milioni di sterline.

Le ragioni di questo ritardo non sono solo di natura tecnica, ma anche fisica e contingente. Un infortunio al viso rimediato all'inizio di agosto ha pesantemente condizionato la preparazione estiva dell'argentino, costringendolo a saltare anche la prestigiosa sfida di Supercoppa contro il PSG. Emery è stato molto chiaro nel descrivere la situazione attuale del giocatore, chiedendo dedizione totale e pazienza. "Deve continuare a lavorare, allenarsi duramente e ancora lavorare," ha spiegato l'allenatore. "Quando avrà i minuti per giocare, dovrà dimostrare il suo valore. Sta progredendo, ma attualmente ci sono compagni che gli sono davanti perché interpretano meglio il nostro stile di gioco. Garnacho è un po' indietro a causa dei problemi avuti nel precampionato, quindi serve tempo". Per l'ex United, la sfida sarà ora quella di ribaltare queste gerarchie in un ambiente estremamente competitivo e ambizioso.