Braulio Vázquez ha ufficialmente dato il via al suo secondo mandato come direttore sportivo del Valencia, rispondendo a quella che molti osservatori definiscono una chiamata d'emergenza da parte di un club attualmente immerso in una profonda crisi d'identità sportiva. Il dirigente galiziano torna al Mestalla con un bagaglio di tredici anni di esperienza in più rispetto alla sua prima parentesi, pronto a confrontarsi con una realtà societaria complessa e turbolenta. La sua decisione di rientrare in una piazza che considera estremamente vicina per ragioni personali e professionali è dettata dalla volontà di risollevare le sorti di una squadra che ha smarrito la propria bussola competitiva sotto l'attuale gestione. Questo nuovo capitolo si apre con l'obiettivo prioritario di riportare stabilità e competenza in un ambiente che necessita disperatamente di una guida tecnica autorevole.
La prima avventura di Vázquez sulle rive del Turia è durata esattamente 1.897 giorni, un lungo percorso iniziato in sordina il 25 agosto 2008. In quel periodo, fu Fernando Gómez, allora responsabile dell'area tecnica e vicepresidente sotto la presidenza di Vicente Soriano, a volerlo fortemente nel proprio staff operativo. I due condividevano un passato comune sul rettangolo verde, avendo militato insieme tra le fila del Castellón durante la stagione 1999-2000, un legame che facilitò l'inserimento di Braulio dopo le sue prime esperienze dirigenziali maturate nel Laracha CF. Inizialmente impiegato come osservatore e membro della segreteria tecnica, Vázquez si distinse rapidamente per la sua capacità di analisi e per la profonda conoscenza del mercato internazionale, diventando in breve tempo il braccio destro di Gómez.
Il vero punto di svolta arrivò nel giugno 2010, quando il presidente Manuel Llorente decise di sollevare Fernando Gómez dall'incarico per ragioni prettamente economiche, affidando a Braulio le chiavi del mercato valenciano. Fu l'inizio di un'epoca di estrema austerità finanziaria, caratterizzata da tagli drastici al budget che costrinsero la dirigenza a una gestione acrobatica tra necessità di bilancio e ambizioni sportive. In quegli anni, il Valencia fu obbligato a privarsi dei suoi gioielli più preziosi per garantire la sopravvivenza stessa del club: campioni del calibro di David Villa, David Silva e Juan Mata furono ceduti stagione dopo stagione per ripianare i debiti accumulati, lasciando a Vázquez il compito quasi impossibile di mantenere la squadra ai vertici della Liga con risorse limitatissime.
Nonostante le pesanti restrizioni economiche, la gestione di Braulio si distinse per alcune intuizioni di mercato brillanti che permisero alla squadra di rimanere competitiva sia in Spagna che in Europa. Tra i colpi più significativi di quel periodo si ricordano gli arrivi di attaccanti prolifici come Roberto Soldado e Aritz Aduriz, ma il vero capolavoro fu l'acquisto di Jonas Gonçalves. Il calciatore brasiliano, all'epoca quasi del tutto sconosciuto nel panorama europeo, fu prelevato dal Gremio per la modica cifra di 1,25 milioni di euro grazie a un meticoloso lavoro di scouting e a una trattativa serrata condotta con grande insistenza. Oltre a lui, arrivarono calciatori di rendimento costante come Tino Costa, Mehmet Topal, Ricardo Costa e Andrés Guardado, dimostrando come la competenza tecnica potesse sopperire alla mancanza di liquidità.
Il primo ciclo di Vázquez si concluse definitivamente nel novembre 2013, in una fase di transizione societaria che vide l'ascesa di Amadeo Salvo alla presidenza del club. Quel periodo di cinque anni ha forgiato il profilo professionale di un direttore sportivo capace di lavorare sotto estrema pressione e di costruire rose competitive partendo da situazioni di emergenza. Oggi, il ritorno di Braulio rappresenta per i tifosi del Mestalla un segnale di speranza, la ricerca di un uomo che conosce profondamente il DNA del Valencia e che ha già dimostrato in passato di saper navigare con successo in acque agitate. La sfida che lo attende oggi è altrettanto titanica, ma la sua storia passata suggerisce che il club ha affidato il proprio futuro tecnico a mani esperte e collaudate.

















