Il calendario della Liga spagnola segna un appuntamento cerchiato in rosso per Carlos Soler, un ritorno che profuma di nostalgia e sentimenti contrastanti. Sono passati esattamente 212 fine settimana dall'ultima volta che il talentuoso centrocampista ha calpestato l'erba del Mestalla indossando la gloriosa maglia del Valencia. Era il 29 agosto 2022, una serata amara conclusasi con una sconfitta interna contro l'Atletico Madrid, durante la quale Soler portava con orgoglio la fascia di capitano al braccio. Quella partita rappresentò il suo addio consapevole, consumato poche ore prima di imbarcarsi su un volo per Parigi per legarsi ufficialmente al Paris Saint-Germain. Oggi, a distanza di oltre quattro anni e 1.483 giorni di assenza, il calciatore torna in quello che ha sempre considerato il suo tempio, ma questa volta lo farà difendendo i colori della Real Sociedad in una sfida che promette di fermare il tempo per novanta minuti.

La storia d'amore tra Soler e il club valenciano affonda le radici in un passato lontano, iniziato nel 2005 quando il piccolo Carlos entrò nell'accademia giovanile a soli sette anni. Da quel momento, la sua ascesa è stata inarrestabile, bruciando le tappe in ogni categoria fino al debutto in prima squadra avvenuto il 10 dicembre 2016 proprio contro la Real Sociedad, ironia della sorte, sotto la guida tecnica dell'italiano Cesare Prandelli. Durante la sua lunga permanenza in bianconero, ha collezionato ben 226 presenze ufficiali, arricchite da 36 reti e 31 assist, diventando un pilastro fondamentale soprattutto sotto la gestione di Marcelino tra il 2017 e il 2019. In quegli anni d'oro, Soler è stato il motore di una squadra capace di competere ai massimi livelli in Champions League e di sollevare al cielo la Coppa del Re, consolidando il suo status di simbolo indiscusso del valencianismo moderno.

Il divorzio avvenuto nell'estate del 2022 fu un momento traumatico per l'intera tifoseria e per il giocatore stesso, segnando la fine di un'era che molti speravano potesse durare per sempre. Nonostante le premesse iniziali per un rinnovo contrattuale a vita, le trattative con la dirigenza non andarono a buon fine, portando alla cessione forzata per circa 18 milioni di euro più bonus verso la capitale francese. Soler ha recentemente riflettuto su quel periodo turbolento, ammettendo di comprendere il risentimento di una parte dei sostenitori: "Analizzando la mia partenza dall'esterno, senza avere accesso a tutti i dettagli che c'erano dietro le quinte, capisco perfettamente perché i tifosi si siano sentiti feriti o arrabbiati". Il centrocampista ha poi spiegato che la scelta di trasferirsi al PSG era dettata dall'ambizione professionale di misurarsi con i migliori calciatori del pianeta e di puntare con costanza alla vittoria della massima competizione europea per crescere ulteriormente come atleta.

Ora, dopo l'esperienza formativa in Premier League con il West Ham e il successivo approdo alla Real Sociedad, Soler sembra aver ritrovato la sua dimensione ideale nel club basco, con cui ha già festeggiato un'altra Coppa del Re nella passata stagione. In vista del fischio d'inizio di questo fine settimana, l'emozione è palpabile nelle sue dichiarazioni rilasciate a San Sebastian: "Finalmente torno a casa, un luogo dove non mettevo piede dal giorno della mia cessione. Per me giocare al Mestalla ha un significato enorme e non vedo l'ora di riabbracciare la mia famiglia e i miei amici più cari". Nonostante la rivalità agonistica che lo vedrà protagonista in campo, il calciatore ha confermato di seguire ancora con immenso affetto le sorti della sua ex squadra, dichiarando di aver guardato con attenzione l'ultima sfida di campionato dei bianconeri. La partita di domenica sera alle ore 21:00 non sarà dunque una semplice gara di campionato, ma il capitolo finale di un lungo viaggio di ritorno per un uomo che non ha mai smesso di sentirsi parte integrante di quella città.