L'indimenticabile Luis Aragonés, una vera leggenda del calcio spagnolo che ha lasciato il segno anche sulla panchina dell'Espanyol, aveva una filosofia molto chiara su questo sport. "Vincere, vincere, vincere e tornare a vincere. Questo è il calcio", dichiarò durante una celebre conferenza stampa nei primi anni Duemila. Questa massima del 'Saggio di Hortaleza' rappresenta oggi il mantra assoluto per l'Espanyol, che si appresta ad affrontare un impegno cruciale questo venerdì sera al RCDE Stadium contro l'Elche. Il fischio d'inizio è fissato per le ore 21:00, in un match che rappresenta l'ultima chiamata per entrambe le formazioni prima della lunga sosta del campionato, un momento in cui i punti pesano il doppio per il morale e la classifica.
Attualmente la compagine guidata da Manolo González naviga in acque relativamente tranquille con 7 punti conquistati nelle prime sei giornate, ma la situazione potrebbe farsi tesa in caso di passo falso. Reduci dalla deludente sconfitta esterna di Butarque contro il Rayo Vallecano, i biancoblu non possono permettersi di trascorrere le prossime tre settimane senza impegni ufficiali avendo fallito l'appuntamento con la vittoria contro l'ultima della classe. L'ambiente di Barcellona è storicamente esigente e una mancata affermazione interna contro il fanalino di coda del torneo genererebbe inevitabilmente dubbi e malumori che rischierebbero di minare la serenità del progetto tecnico durante la pausa internazionale.
Sul fronte tattico, Manolo González sembra intenzionato a correggere il tiro dopo che l'ampio turnover sperimentato nell'ultimo turno non ha portato i frutti sperati. Per la sfida di venerdì si preannunciano cambiamenti significativi nell'undici titolare, con Edu Expósito che scalpita per riprendersi il posto a centrocampo a discapito di un Moscardo apparso decisamente sottotono nelle ultime uscite. C'è grande attesa anche per Bryan Zaragoza, che punta con decisione alla sua prima maglia da titolare, mentre Marcos Fernández dovrebbe trovare spazio sulla trequarti. Il punto di riferimento offensivo sarà ancora una volta Roberto Fernández, l'uomo del momento in casa catalana, capace di trascinare i suoi con un bottino di 6 reti che lo hanno issato in cima alla classifica dei marcatori della squadra.
La difesa dell'Espanyol dovrà però fare i conti con l'assenza forzata di Omar El Hilali, fermato dal giudice sportivo; al suo posto, salvo sorprese dell'ultimo minuto, agirà Unai Nuñez nel ruolo di terzino destro. Al centro della retroguardia, accanto all'inamovibile Cabrera, resta aperto il ballottaggio tra Riedel e Drkusic per completare il pacchetto arretrato. Dall'altra parte del campo, l'Elche di Martín Anselmi arriva a Barcellona con l'acqua alla gola, occupando l'ultima posizione in graduatoria e non avendo ancora assaporato il gusto della vittoria in questa edizione della Liga. Anselmi sta cercando di dare un'identità a una squadra ancora in fase di costruzione e per questa trasferta dovrebbe rilanciare dal primo minuto elementi di qualità come Buonanotte e Javi Morcillo, rimasti inizialmente in panchina nella sfida contro il Real Madrid.
Il dubbio principale per la formazione ospite riguarda il terminale offensivo, con il ballottaggio serrato tra Fer Niño e Abiel Osorio per guidare l'attacco. Per l'Elche, riuscire a strappare un risultato positivo in uno stadio complicato come quello dell'Espanyol rappresenterebbe una boccata d'ossigeno fondamentale per rilanciare le proprie ambizioni di salvezza. Al contrario, per i padroni di casa, la vittoria è considerata l'unico risultato accettabile per confermare la solidità del fattore campo, elemento imprescindibile per raggiungere gli obiettivi stagionali. La sfida si preannuncia dunque carica di tensione agonistica, con due squadre che, per motivi diversi, vedono in questi novanta minuti un bivio fondamentale per il prosieguo del loro cammino nel massimo campionato spagnolo.

















