Maurizio Sarri ha trovato una soluzione inaspettata all'emergenza che sta colpendo il centrocampo della Lazio. Con Cataldi fuori per una distrazione muscolare al polpaccio e Rovella indisponibile dopo l'intervento chirurgico alla clavicola, più Basic in difficoltà, il tecnico ha deciso di affidare il ruolo di regista a Patric, difensore di formazione da ormai undici anni in biancoceleste. La scelta ha sorpreso, ma i risultati sono stati sorprendenti.

Lo spagnolo classe 1993 si è dimostrato all'altezza della sfida nel big match contro il Milan e successivamente nella trasferta del Dall'Ara contro il Bologna, confermando di possedere le qualità tecniche necessarie per ricoprire un ruolo che aveva già interpretato durante gli anni nelle giovanili del Barcellona. Schierato tra Dele-Bashiru e Taylor, Patric ha impressionato per la naturalezza con cui ha gestito la manovra, muovendo il pallone con velocità e fornendo continuamente opzioni di passaggio ai compagni. La lettura delle posizioni e la capacità di verticalizzare hanno sorpreso persino gli scettici, con la sua presenza a garantire protezione ai giovani centrocampisti e una visione di gioco sempre proiettata in avanti.

"Muove più velocemente il pallone", ha spiegato Sarri la preferenza accordata a Patric rispetto ad altre alternative disponibili in rosa. Due prestazioni di altissimo livello, non sfigurando neppure di fronte a un campione del calibro di Luka Modrić, hanno permesso alla Lazio di infilare tre vittorie consecutive nonostante l'assenza cronica di un vero mediano di ruolo. Una stagione che per il centrale sembrava diretta verso l'anonimato, dilaniato da problemi fisici e relegato in panchina dietro le gerarchie difensive, si è improvvisamente rinvigorita.

Il percorso di Patric in biancoceleste rappresenta una storia di resilienza: arrivato a Roma nel 2015, ha accumulato 237 presenze ufficiali, una cifra significativa considerando il difficile approccio alle prime stagioni e la considerazione iniziale non esattamente entusiasta. L'esperimento di Sarri, nato dalla necessità ma consolidato dai dati raccolti in campo, potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale in vista dei prossimi impegni, fornendo al tecnico una carta tattica aggiuntiva da giocare in caso di necessità. Il giocatore ha dimostrato di possedere una doppia natura calcistica, smentendo l'idea diffusa che una transizione così importante fosse impossibile.