La sconfitta subita dall'Arsenal nella finale di Coppa di Lega contro il Manchester City ha rappresentato il 50° impegno di una stagione estremamente intensa e ha tolto ai Gunners il sogno di vincere il quadruple. Nonostante questo stop, la squadra di Mikel Arteta rimane comunque in lotta su più fronti: comanda in Premier League, è nei quarti di finale sia della FA Cup che della Champions League, e ha collezionato solamente quattro sconfitte in tutte le competizioni. Tuttavia, la prestazione di Bukayo Saka in questa finale – dove ha anche indossato la fascia da capitano – ha acceso i riflettori su un tema che cominciano a discutere supporter e opinionisti: il rendimento del ventiquattrenne esterno inglese.

Le cifre raccontano una storia che preoccupa. Dal gennaio a oggi, Saka ha segnato appena due gol in diciassette partite disputate, perdendo tre match per un infortunio all'anca. Prima della rete realizzata nel pareggio 2-2 contro il Wolverhampton nel mese scorso – quando ha giocato da numero 10 – era rimasto a secco per quindici gare consecutive considerando tutte le competizioni. In questa Premier League ha messo insieme sei reti in ventisette presenze, un bottino che per un calciatore del suo valore rappresenta un calo significativo. Basti pensare che con la Nazionale inglese è quasi automaticamente titolare, tanto che Thomas Tuchel gli ha concesso proprio in questi giorni un riposo internazionale per recuperare energie fisiche e mentali.

Wayne Rooney, leggenda del Manchester United e dell'Inghilterra, ha commentato pubblicamente la situazione: "La pressione di vincere trofei si accumula e diventa difficile da gestire. Penso che abbia faticato parecchio quest'anno. Ha già giocato un numero di partite considerevole nella sua carriera, e sappiamo tutti che ha grandi margini di miglioramento". Queste parole rispecchiano l'opinione diffusa tra gli addetti ai lavori: non è una crisi, ma un calo di rendimento che non può essere ignorato.

Parte della pressione deriva proprio dall'importanza capitale che Saka riveste all'interno del progetto dell'Arsenal. Il classe 2001 ha firmato un rinnovo quinquennale a febbraio scorso, assicurando il suo futuro negli anni di massimo rendimento. È un giocatore cresciuto nell'accademia del club, amato dai tifosi, e con la proprietà americana dei Gunners rappresenta il vero simbolo globale della squadra. Con questo status però arrivano aspettative enormi: quando non tutto gira a perfezione, le critiche non tardano a farsi sentire. Arteta sa bene che affidabilità e continuità sono le chiavi per competere ai massimi livelli, come ha ribadito anni fa quando parlò dei top player mondiali che disputano settanta partite stagionali ogni tre giorni. Con 305 presenze all'attivo nei colori dell'Arsenal, Saka ha dimostrato di poter reggere questo ritmo: ora la sfida è ritrovare la brillantezza che caratterizza il suo calcio.