Una settimana fa il Consiglio Federale ha introdotto modifiche significative alle Norme Organizzative Interne Federali, intervendo sui meccanismi che regolano i controlli economico-finanziari dei club. Le novità riguardano specificamente come le società possono coprire eventuali squilibri nell'indicatore del costo del lavoro allargato e nel pareggio di bilancio. Una decisione che arriva dopo mesi di discussioni e che rappresenta una vittoria concreta per il Napoli e il suo presidente.
Il problema era emerso in maniera evidente lo scorso gennaio, quando proprio gli azzurri si erano trovati con il mercato bloccato per ragioni tecniche. Nonostante una situazione patrimoniale sana, con risorse finanziarie abbondanti e liquidità elevata, il Napoli aveva violato il limite massimo per il costo del lavoro a causa di una scelta contabile virtuosa adottata negli anni: l'ammortamento accelerato dei cartellini, che abbatte l'80 percento del valore nei primi due anni invece di distribuirlo a rate costanti nel tempo. Un paradosso che aveva colpito duramente una società in realtà ben gestita economicamente.
Secondo le regole vigenti, il costo del lavoro allargato (stipendi più ammortamenti dei giocatori) non può superare il 70 percento dei ricavi. Il Napoli aveva concluso sessioni di mercato anche per 150 milioni di euro, ma la metodologia di ammortamento conservativa aveva generato uno scompenso tecnico. Anche se la normativa era stata poi corretta durante la stagione, alcuni club avevano bloccato le modifiche in assemblea, creando ulteriore confusione normativa.
Ora la FIGC ufficialmente riconosce le ragioni sollevate dal Napoli. Con il nuovo sistema, i club potranno utilizzare le riserve di utili non distribuiti e le riserve di liquidità per sanare gli squilibri. Le prime sono componenti del patrimonio netto disponibili per i soci, mentre le seconde rappresentano semplicemente la disponibilità di cassa a bilancio. Si tratta di strumenti che le società sane possiedono naturalmente, dunque il cambio normativo elimina l'assurdità di penalizzare chi gestisce bene.
Per il Napoli in particolare la modifica arriva fuori tempo massimo rispetto ai problemi di gennaio, poiché dalla prossima sessione estiva il club non dovrebbe incontrare ostacoli di questo tipo. Tuttavia, la decisione federale rappresenta un riconoscimento formale che le critiche erano fondate. Non è il primo successo di De Laurentiis nelle trattative con la federazione: il numero uno azzurro ha dimostrato ancora una volta di saper fare pressione efficace sui massimi organi del calcio italiano quando ritiene che le norme non siano eque.













