Il Tottenham tocca il fondo nella notte di Madrid. Gli uomini di Igor Tudor subiscono un'imbarcata senza precedenti contro l'Atletico Madrid, perdendo 5-2 nel primo match degli ottavi di Champions League. A rendere ancora più amara la serata è un dato storico che pesa come un macigno: per la prima volta nei suoi 150 anni di storia, il club londinese registra sei sconfitte consecutive.

Il disastro è iniziato dai primi minuti, con la scelta audace ma rivelatasi disastrosa di affidare i pali al portiere di riserva Antonin Kinsky, che non giocava dall'ottobre scorso. L'estremo difensore ceco non ha retto la pressione: dopo appena sei minuti ha combinato un pasticcio in costruzione permettendo a Marcos Llorente di sbloccare il risultato. Ancora peggio è andata due volte successivamente. Al 14° minuto, una disattenzione di van de Ven ha facilitato il raddoppio di Griezmann, mentre a metà primo tempo Kinsky ha commesso un errore clamoroso in uscita che ha permesso a Julian Alvarez di segnare da pochi passi. Dopo 17 minuti complessivi, il numero 22 è stato costretto al cambio, probabilmente dopo una comunicazione del capitano Cristian Romero con Tudor in panchina.

Dichiarato allentatore della storia negativa degli Spurs, Tudor rifiuta ogni commento sulla propria posizione. Interrogato sull'errore di Kinsky e sulla necessità di mantenerlo in campo, l'allenatore di origini croate ha risposto con un laconico "nessun commento", sostenendo che il focus deve rimanere su come aiutare la squadra. Eppure, il dato rimane implacabile: è il primo tecnico del Tottenham a subire quattro sconfitte consecutive nelle sue prime quattro gare sulla panchina bianca.

Al di là della sua breve permanenza, già segnata da tensioni, è la gestione complessiva del club a finire nel mirino. Il Tottenham Supporters' Trust ha rilasciato una dichiarazione durissima chiedendo "azioni di emergenza" e denunciando l'"assenza di leadership" dal mercato invernale fino alle scelte manageriali. Nel comunicato, i rappresentanti dei tifosi sottolineano come nessuno con pedigree nel club stia guidando le decisioni strategiche, e criticano l'evidente declino che la società sta attraversando. La fiducia tra ambiente e società è ormai ai minimi storici.

Sul campo, almeno nelle fasi centrali della partita, il Tottenham ha provato a reagire. Porro e Solanke hanno accorciato le distanze, ma il passivo era già troppo pesante. Lo 0-2 della gara di ritorno al Tottenham Stadium rappresenta ora una montagna quasi impossibile da scalare, e funge da ulteriore cartina di tornasole di una crisi profonda che va ben oltre il risultato di una singola sera.