La sconfitta bruciante subita dall'Arsenal domenica a Wembley nella finale di Carabao Cup continua a far discutere. I Gunners hanno ceduto 2-0 al Manchester City, sprecando così l'occasione di vincere uno dei quattro trofei ancora in palio. La prestazione negativa, in particolare nella ripresa, ha riacceso i riflettori sulle difficoltà offensivi della squadra di Mikel Arteta, già sotto esame per la qualità del gioco espressa in questa stagione.
Nonostante il contraccolpo psicologico della sconfitta, l'Arsenal mantiene comunque una posizione di forza nella lotta per il titolo di Premier League, dove guida la classifica con nove lunghezze di vantaggio proprio sul City. Inoltre, i Gunners attendono un favorevole sorteggio nei quarti di Champions League contro lo Sporting Lisbona, mentre il prossimo impegno ufficiale sarà il quarto turno della FA Cup in casa del Southampton. In questo momento delicato della stagione, la squadra avrà bisogno di ritrovare fiducia e solidità.
Intanto, le critiche dai grandi nomi del calcio britannico non si placano. Chris Waddle, storico centrocampista dell'Inghilterra e della Juventus, ha messo in discussione la strategia di calciomercato dell'Arsenal, nello specifico l'eventuale arrivo di Sandro Tonali dal Newcastle. Secondo Waddle, i Gunners non hanno reale necessità di acquisire il mediano italiano, in quanto il club possiede già un profilo molto simile in Declan Rice. "Hanno Rice e hanno Martín Zubimendi, che è un ottimo giocatore. Ma l'Arsenal sembra raccogliere giocatori" ha dichiarato Waddle ai colleghi di FootballTransfers. L'ex calciatore ha riconosciuto le qualità di Tonali - valutato attorno ai 100 milioni di sterline dai Magpies - evidenziandone la coerenza tattica e la geometria di gioco. Tuttavia, ha concluso sottolineando che il profilo offensivo e difensivo del numero 8 italiano rappresenterebbe una sovrapposizione rispetto a Rice, rendendo l'investimento poco conveniente dal punto di vista tattico.
Su tutt'altro versante, Paul Scholes, leggenda del Manchester United, ha spostato l'attenzione su Bukayo Saka, accusando il sistema di gioco proposto da Arteta di non esaltare adeguatamente il talento dell'ala offensiva. Secondo Scholes, la stagione di Saka non sta regalando i rendimenti attesi proprio a causa delle limitazioni tattiche imposte dal modulo utilizzato dall'Arsenal. Questa critica si aggiunge a un dibattito più ampio sulla capacità della squadra londinese di esprimere un calcio incisivo e propositivo, soprattutto nelle competizioni decisive.
L'Arsenal si ritrova quindi a dover affrontare un doppio fronte: gestire le ferite psicologiche della sconfitta di coppa mantenendo la concentrazione sulla corsa al titolo domestico, e al contempo riflettere sulla struttura tattica della squadra per garantire una maggiore efficacia offensiva.

















